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Dedica votiva in ricordo di una battuta di pesca

Annabella Oranges    Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano    

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Risalente agli inizi del V secolo, l’epigrafe in esame offre un esempio di dedica votiva di carattere privato ad opera di Autandros e Mys, due pescatori operanti nella baia di Eleusi. Riusciti a catturare un pesce spada (in greco, θρανíς), essi offrirono un altare in segno di ringraziamento al dio del mare, Poseidone. La dedica di un altare ad opera di Autandros e Mys rappresenta un evento insolito, dal momento che i pescatori erano usi consacrare alle divinità protettrici della pesca altri tipi di offerte (parte del pescato, pezzi di imbarcazioni, parte degli attrezzi da lavoro). L’analisi delle tradizioni mitiche legate a Poseidone e il confronto con le fonti letterarie consente di ascrivere l’eccezionalità di questa dedica a due fattori: in primis, alla centralità rivestita dal dio del mare rispetto all’identità del demo eleusinio; in secundis, all’esito assai felice della battuta di pesca, essendone stato oggetto di cattura un pesce come lo spada, ostico da pescare e, soprattutto, insolito visitatore delle acque di Eleusi.

Pubblicato
30 Giugno 2017
Accettato
06 Novembre 2016
Presentato
30 Agosto 2016
Lingua
IT

Keywords: MysThranisAutandrosPoseidonePescaAltareDedica votivaEleusi

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