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Rendiconti di debiti condonati della città di Acrefie

Elettra Paladini    Università di Bologna    

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Le due iscrizioni furono incise sui lati corti di un blocco quadrangolare di calcare bianco rinvenuto in Beozia, nella città di Acrefie. Si tratta di due rendiconti che registrano l’operazione di parziale condono di debiti contratti dalla polis con due privati, il cittadino Kallon (testo a) e il tebano Euclide (testo b). Nel primo caso, il creditore venne ricompensato con il privilegio dell’epinomia, cioè con il diritto, qui concesso a lui e ai suoi discendenti, di usufruire gratuitamente di pascoli di proprietà cittadina. Nel secondo, invece, non è citata la concessione di alcun privilegio ma a garanzia del debito venne posta la terra sacra del dio Apollo, a seguito di una decisione presa da un decreto del popolo. A causa dell’assenza di una datazione precisa dei testi – collocati solo genericamente alla seconda metà del III secolo a.C. – e di qualsiasi riferimento chiaro nel loro dettato, non è possibile risalire al motivo che determinò la crisi finanziaria di Acrefie e la necessità di prendere in prestito denaro da cittadini facoltosi. Infine, è interessante notare che queste non sono le uniche iscrizioni a essere state incise sulla stessa pietra; l’analisi delle altre quattro, tre cataloghi di cittadini di Acrefie e un decreto onorario assai frammentario, può forse suggerire alcuni elementi utili per arricchire il quadro descrittivo dei due rendiconti.

Pubblicato
29 Giugno 2018
Accettato
17 Aprile 2018
Presentato
10 Gennaio 2018
Lingua
IT

Keywords: EuclideDebitoApolloCataloghiEpinomiaAcrefieCrisi finanziariaKallonBeoziaRendiconti

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