Venezia Arti

Rivista del Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali dell’Università Ca’ Foscari Venezia


Presentazione

Venezia Arti è una rivista di storia delle arti del Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. Fondata nel 1987 da Wladimiro Dorigo e Giuseppe Mazzariol, inizia con il 2019 una nuova serie, diretta da Silvia Burini e Giovanni Maria Fara. La rivista è aperta a studiosi di tutti i settori delle arti e incoraggia una visione di tipo interdisciplinare e internazionale, capace di documentare, con sistematicità critica, avvenimenti e problemi della cultura artistica. Essa ambisce a diventare un solido punto di riferimento per l’arte medievale, moderna e per quella contemporanea, per le arti visive e performative, per tutti i principali temi del dibattito metodologico internazionale. La rivista è annuale, soggetta a double-blind peer review e riconosciuta come rivista scientifica per le aree 08 (Architettura) e 10 (Scienze dell’antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche) dall’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca. Dal 2014 è realizzata sia in cartaceo che in digitale (open access) dalle Edizioni Ca’ Foscari. È caratterizzata da call tematiche con una sezione miscellanea in cui poter accogliere i contributi di giovani studiosi emergenti.

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Informazioni generali
  • peopleComitati
    Direzione scientifica
    Silvia Burini (sezione Contemporaneo), Università Ca’ Foscari Venezia, Italia    
    Giovanni Maria Fara (sezione Medioevo e Età Moderna), Università Ca’ Foscari Venezia, Italia    

    Comitato scientifico
    John Bowlt, University of Southern California, USA    
    Kosme de Barañano, Universidad Miguel Hernández, Alicante, España    
    David Freedberg, Columbia University, New York, USA    
    Boris Groys, Staatliche Hochschule für Gestaltung, Karlsruhe,Deutschland    
    Yoko Hasegawa, Tama Art University, Tokyo, Japan    
    Michel Hochmann, École Pratique des Hautes Études, Paris, France    
    Tanja Michalsky, Biblotheca Hertziana-Max-Planck-Institut fuer Kunstgeschichte, Roma    
    Philippe Morel, Université Paris 1 Panthéon-Sorbonne, Paris, France    
    Silvia Naef, Université de Genève, Suisse    
    Alina Payne, Harvard University, Cambridge, USA    
    Sebastian Schütze, Universität Wien, Österreich    
    Salvatore Settis, Scuola Normale Superiore di Pisa, Italia    
    Victor Stoichita, Université de Fribourg, Suisse    
    Chia-ling Yang, The University of Edimburgh, UK    
    Alessandro Zuccari, Sapienza Università di Roma, Italia    

    Caporedattore
    Walter Cupperi, Università Ca’ Foscari Venezia, Italia    

    Comitato di redazione (sezione Contemporaneo)
    Cristina Baldacci, Università Ca’ Foscari Venezia, Italia    
    Matteo Bertelé, Università Ca’ Foscari Venezia, Italia    
    Marco Dalla Gassa, Università Ca’ Foscari Venezia, Italia    
    Giovanni De Zorzi, Università Ca’ Foscari Venezia, Italia    
    Susanne Franco, Università Ca’ Foscari Venezia, Italia    
    Michele Girardi, Università Ca’ Foscari Venezia, Italia    
    Flavio Gregori, Università Ca’ Foscari Venezia, Italia    
    Sara Mondini, Università Ca’ Foscari Venezia, Italia    
    Luca Pietro Nicoletti, Università degli Studi di Udine, Italia    
    Maria Roberta Novielli, Università Ca’ Foscari Venezia, Italia    
    Stefania Portinari, Università Ca’ Foscari Venezia, Italia    
    Sabrina Rastelli, Università Ca’ Foscari Venezia, Italia    
    Clarissa Ricci, Università di Bologna, Italia    
    Cecilia Rofena, Università Ca’ Foscari Venezia, Italia    
    Marco Scotti, IUAV Venezia, Italia    
    Silvia Vesco, Università Ca’ Foscari Venezia, Italia    

    Comitato di redazione (sezione Medioevo e Età Moderna)
    Pietro Conte, Università Ca’ Foscari Venezia, Italia    
    Walter Cupperi, Università Ca’ Foscari Venezia, Italia    
    Corinna T. Gallori, Kunsthistorisches Institut in Florenz - Max-Planck-Institut, Italia    
    Jasenka Gudelj, Università Ca’ Foscari Venezia, Italia    
    Rodolfo Maffeis, Politecnico di Milano, Italia    
    Craig Edwin Martin, Università Ca’ Foscari Venezia, Italia    
    Elisabetta Molteni, Università Ca’ Foscari Venezia, Italia    
    Simone Piazza, Università Ca’ Foscari Venezia, Italia    
    Valentina Sapienza, Università Ca’ Foscari Venezia, Italia    
    Pier Mario Vescovo, Università Ca’ Foscari Venezia, Italia    
    Giulio Zavatta, Università Ca’ Foscari Venezia, Italia    

  • messageContatti
    Alla direzione scientifica

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    1. Messaggio
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    Tariffe di pubblicazione o di candidatura alla pubblicazione:

    1. Il processo di pubblicazione open access non è privo di costi. Per questa ragione l’Editore (ECF) applica una tariffa per ogni articolo od opera destinato alla pubblicazione, da calcolarsi in 8 € (+Iva) per pagina di testo (di 2000 caratteri spazi inclusi): ciò nel caso di riviste o collane affiliate a Istituzioni o Enti scientifici e di ricerca non collegati a Università Ca’ Foscari Venezia.
    2. Se la Rivista o Collana è affiliata a Università Ca’ Foscari Venezia, i costi di pubblicazione sono sostenuti dai singoli Dipartimenti sulla base di specifici accordi tra gli stessi ed ECF.
    3. In ogni caso, i costi sono imputati esclusivamente all’Ente di affiliazione, mentre nessun costo graverà sui singoli Autori.

    Caratteristiche particolari o contenuti complessi degli articoli proposti per la pubblicazione (lingue non occidentali, elaborazioni grafiche non standard ecc.) possono determinare l’applicazione di un sovrapprezzo all’Ente di affiliazione, che viene determinato caso per caso.


    Per informazioni e chiarimenti, si invita a contattare la redazione di Edizioni Ca’ Foscari all’indirizzo ecf@unive.it

  • assignment_turned_inPeer review

    Gli articoli pubblicati hanno ottenuto il parere favorevole da parte di almeno due valutatori esperti della materia, attraverso un processo di revisione anonima (double-blind peer review) condotta sotto la responsabilità della Direzione scientifica della rivista. I revisori non hanno contatti diretti con gli Autori e appartengono a istituzioni di ricerca diverse da quella cui la rivista è affiliata. La valutazione è svolta in conformità e aderenza ai criteri scientifici, e ai criteri editoriali di completezza bibliografica e coerenza formale di Edizioni Ca’ Foscari.
    Politiche di revisione per le singole sezioni:

    • Volume/Fascicolo completo: peer review
    • Introduzioni, prefazioni: senza peer review
    • Monografie | Saggi | Articoli: peer review
    • Recensioni: no peer review
    • Editoriali: no peer review

    Per una descrizione dettagliata del processo, si prega di consultare la pagina: Processo di valutazione scientifica
Archivio
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Norme redazionali
  • listLista delle norme redazionali

    Questo prontuario descrive le principali convenzioni redazionali adottate nella rivista. Per casi particolari e indicazioni ulteriori (come l’elenco delle abbreviazioni ammesse), si rinvia al manuale delle Edizioni Ca’ Foscari:

    https://edizionicafoscari.unive.it/media/pdf/pubblicare-con-noi/ecf_norme_it.pdf


    I. Composizione del testo

    Formattazione del file Word

    Limitare la formattazione allo stretto necessario, adottando caratteri di modulo 12 ed evitando maiuscoletti, stili speciali e interlinea diversi da 1. Un caso particolare è costituito dalle Citazioni a testo lunghe. 

    L’uso del grassetto è ammesso per i titoli.


    Date, numeri e misure

    I numeri vanno indicati in forma abbreviata omettendo le parti che non cambiano (a eccezione dei cosiddetti ‘teens” 11-19).

    Esempi:

    1960-5, 270-1, 256-70, 311-14, 1.000, 120 × 240 cm; 5 marzo-7 maggio; il Settecento; gli anni Trenta.


    Citazioni a testo

    • Se di lunghezza inferiore alle 10 parole, vanno nel corpo del testo tra virgolette basse («»). Eventuali versi vengono separati dal segno ‘|’. 
    • Se di lunghezza superiore alle 10 parole, le citazioni devono essere:
      •  prive di virgolette, di carattere 11 e interlinea 1, uguale al corpo di testo principale
      • staccate dal corpo del testo mediante una riga bianca semplice prima e una dopo
      • rientrate sulla sinistra di 1 cm rispetto al corpo di testo principale
      • concluse con il punto fermo.   
    • Citazione entro citazione: virgolette doppie alte (“”) entro virgolette basse («»).
    • Le citazioni di fonti dovrebbero essere nella lingua originale. La traduzione del testo citato, se necessaria, lo segue immediatamente, fra parentesi e in caratteri tondi.
    • Le omissioni nel corpo della citazione si contrassegnano con ‘[…]’.


    Parole straniere e traduzioni

    Se non recepite nel dizionario Treccani (http://www.treccani.it/vocabolario/), debbono essere scritte in corsivo. Anche le traslitterazioni vanno in corsivo. Le relative traduzioni vanno in tondo tra virgolette singole alte immediatamente dopo il termine.

    Esempio:

    Totenmal (‘monumento funerario’)

    Enfasi

    Si possono usare le virgolette alte (‘’) anche per evidenziare un ‘concetto’, soffermarsi sulla precisa accezione di un ‘termine’, segnalare l’uso ‘idiomatico’, ‘metaforico’ o ‘improprio’ di un lemma.

    Titoli

    I titoli di opere letterarie, pittoriche, scultoree, fotografiche, cinematografiche, televisive teatrali, musicali, etc. vanno in corsivo con iniziale maiuscola.

    Trattino / lineetta

    • Usare ‘-’ negli elenchi e nei casi come: John Pope-Hennessy, 1960-7, 2 maggio-5 giugno, trait-d’union
    • Usare ‘–’ per introdurre incisi e riportare frasi in discorso diretto (p.e. nei dialoghi)
    • Non usare ‘-’, bensì la virgola per distinguere i cognomi di autori nelle Abbreviazioni nelle note a piè pagina, e il punto e virgola per separare ogni gruppo Cognome-Nome nella Bibliografia finale.

    II. Riferimenti bibliografici

    Abbreviazioni nelle note a piè pagina

    • Riportare il cognome dell’Autore, l’anno della pubblicazione e il numero di pagina preceduto dalla sola virgola. Questa abbreviazione si riporta a ogni occorrenza, evitando il ricorso a idem, ibidem, ed espressioni simili.

    Esempi:

    Rossi 2010, 25-7; per alcuni esempi: Rossi 2010, 50.

    Rossi 2010, 234 nota 23; Bianchi 2011

    Rossi, Bianchi 2010 [coautori]

    Rossi, Bianchi, Verdi 2010 [coautori]

    Rossi et al. 2010 [più di tre autori]

    M. Rossi 2010, G. Rossi 2010 [autori con lo stesso cognome]

    Rossi 2010a, 2010b [più opere dello stesso autore, apparse nello stesso anno]

    Rossi 2010, 2011 [più opere dello stesso autore, ma edite in anni diversi]

    Rossi, s.d., 34 [opera senza data nel frontespizio e nel colophon]

    Rossi, in corso di stampa; Bianchi (comunicazione orale)

    BSI 1985 [= ‘British Standards Institution’, simili abbreviazioni vanno sciolte nella bibliografia finale].

    • Per opere in più volumi, parole come ‘tomo’ e abbreviazioni del tipo ‘p./pp.’ e ‘vol./voll.’ vanno omesse.

    Esempi: 

    Rossi 2008, 2, 2: 630 nota 15 (= ‘tomo’ 2, ‘volume’ 2: ‘pagina’ 630, nota 15)

    Rossi 1934-36, 4, 17 (vol. 4 di opera in più volumi, edita tra 1934 e 1936, p. 17)

    • Se si cita un’edizione o una traduzione di testi antichi, medievali o protomoderni, alla prima occorrenza si fornisce un riferimento topologico univoco (ad es.: libro, capitolo, paragrafo; canto, strofa, verso, ecc.) e si dichiarano l’edizione o la traduzione utilizzate; nelle citazioni successive è sufficiente il riferimento topologico univoco. Per indicare in forma abbreviata l’edizione o la traduzione di simili testi si fa riferimento al nome dell’editore/traduttore, piuttosto che a quello dell’autore.
    • Per la citazione di opere dell’Antichità greco-romana si faccia riferimento alle abbreviazioni contenute nei dizionari compilati da Henry George Liddell e Robert Scott (A Greek-English Lexicon, rev. ed., Oxford: Oxford University, 1996, http://stephanus.tlg.uci.edu/lsj/05-general_abbreviations.html) e da Luigi Castiglioni e Scevola Mariotti (Il vocabolario della lingua latina. Torino: Loescher, 1966 ed edizioni seguenti), mettendo in corsivo l’abbreviazione relativa al titolo dell’opera.

    Esempi: 

    Tuc., Hist., 7, 3, 18 [= libro 7, capitolo 3, paragrafo 18]; Piccirilli 1985, 107

    Verg., Aen., 1, v. 127 [= libro 1, verso 127]; Calzecchi Onesti, 20

    Mc 1,17 [= Vangelo di Marco, capitolo 1, versetto 17]

    • Nel caso di opere con Curatore/i, se ne riporta il cognome seguito dalla data di pubblicazione.

    Esempio:

    Ricci 2016

    cui corrisponderà nella bibliografia finale:

    Ricci, L. (a cura di) (2016). Il Gotico nel diciannovesimo secolo = Catalogo della mostra (Venezia, 22 marzo-26 giugno 2016). Venezia.

    • Le schede di cataloghi e repertori si citano col cognome dell’Autore e l’anno della pubblicazione, seguiti da ‘nr./nrr.’ e dal numero della/e scheda/e. Il numero della pagina, se non è necessario per identificare la scheda, viene omesso. Le schede prive di Autore si citano indicando in corsivo il titolo abbreviato della mostra, seguito dall’anno e dal numero della scheda. Laddove però il nome dell’Autore sia ricostruibile sulla base di informazioni esterne al catalogo, è buona norma indicarlo tra parentesi quadre.

    Esempi:

    Lenzo [autore della scheda] 2019, Nrr. 4.2-4.3.

    Verzeichniss der Sammlung Welzl 1845, IV, nr. 3.

    L[onghi], Nr. 44.

    • Per le voci di dizionari ed enciclopedie si indicano il cognome dell’Autore della scheda e la data di pubblicazione.

    Esempio: 

    Rossi 2004, 7

    cui corrisponderà nella bibliografia finale:

    Rossi, M. (2004). s.v. «Bianchi, Antonio». Enciclopedia degli autori italiani. http://www.enciclopediaautoriintaliani.org/articles/antonio-bianchi.

    • Per i manoscritti si indicano in forma abbreviata l’istituto di conservazione e il fondo. I numeri di pagina non sono preceduti da abbreviazioni; quelli di colonna sono invece introdotti da ‘col./coll.’ e quelli di carta da ‘c./cc.’, che è l’abbreviazione da adottare se il foglio cartulato è rilegato; ‘fol./foll.’ è invece l’abbreviazione da preferire se il foglio è sciolto. In questi due ultimi casi si indica sempre se il numero di carta o foglio si riferisce al recto e/o al verso. Il ricorso all’abbreviazione ‘ms’, dove superfluo, si omette.

    Esempio: 

    ASV, ASC, numerazione rossa, pratica 614, b. 4235, fasc. 3, cc. 2r-v, 3v [numerazione moderna]; ASV, ASC, b. 4235, s.p. [ma 44]

    • I riferimenti bibliografici possono diventare parte di un commento esteso e discorsivo senza che si debba ripetere il cognome dell’Autore.

    Esempio: 

    Si segnalano alcuni degli interventi più significativi, in particolare il contributo presentato da Rossi (2010); il decennale lavoro di Bianchi (2014, 34-6), e l’agile sintesi curata da Neri e Verdi (2015, 123-4), con bibliografia ragionata (150-7).


    Bibliografia finale

    Le abbreviazioni relative alle voci bibliografiche vengono sciolte dopo il testo dell’articolo. Le voci sono elencate in ordine alfabetico e, per uno stesso Autore, dalla meno recente alla più recente. Ogni voce bibliografica riporta, nella lingua della pubblicazione citata:

    • cognome esteso e nome puntato dell’Autore o del Curatore. Cognome e nome dell’Autore sono ripetuti a ogni occorrenza.
    • Anno di pubblicazione tra parentesi tonde.
    • Titolo e sottotitolo (separati da punto). 
    • Numero totale dei volumi; numero del singolo volume e suo titolo, se se ne cita uno in particolare.
    • Dati della pubblicazione (solo luogo di edizione), tranne che per i periodici.
    • Numeri di pagina (per articoli in riviste e saggi in miscellanee).
    • Collana (opzionale).
    • Le integrazioni rispetto ai dati reperibili all’interno della pubblicazione si indicano tra parentesi quadre.

    Libro a stampa

    Esempi: 

    Bianchi, F. (2016). La mia opera. Uno sguardo ravvicinato. A cura di L. Rossi. Venezia. Archivi di Letteratura Italiana 8.

    Rossi, M.; Verdi, G. (2000). La nostra opera. Venezia.

    Rossi, M. (2000). La nostra opera. Berlin, München; Oxford [editore con più sedi].

    Le mille e una notte (1990). Novara [autore sconosciuto].

    BSI, British Standards Institution (1985). Specification for Abbreviation of Title Words and Titles of Publications. London. [ma si eviti il più possibile il riferimento ad autori collettivi]

    Green, M. (2010). The Paintings of Titian. Foreword by G. Verdi; introductory essay by A. Bianchi. London.

    Arrighi, L. (1465). La mia opera. S.l.

    Traduzioni

    Si può indicizzare l’opera facendo riferimento al nome del Traduttore (soprattutto nel caso di classici) o, in alternativa, a quello dell’Autore, purché la scelta sia coerente con i criteri adottati per le abbreviazioni bibliografiche in nota.

    Rossi, M. (a cura di) (1967). Publio Virgilio Marone: Eneide. Testo a fronte. Venezia.

    Spencer, J. (transl.) (1974). Aeneid. London.

    Rossi, M. (2010). La mia opera. Trad. di A. Bianchi. Venezia. Trad. di: Mon oeuvre. Paris, 2000.

    Opera in più volumi e saggio in opera in più volumi

    Smith, P. (2016). Essays on Art. 3 vols. London.

    Bianchi, A. (a cura di) (2000-). Antologia degli scritti di Mario Rossi. Venezia.

    Lombardi, M. (2017). History of Publishing. Vol. 4, Digital Publishing. Venice.


    Miscellanea, opera con curatela

    Bianchi, A. (a cura di) (2010). L’opera di Giotto. Venezia.

    Blanche, A. (éd.) (2010). Commentaires. Paris.


    Contributo in miscellanea od opera con curatela

    Il titolo e il sottotitolo del contributo si riportano tra parentesi basse. Dopo un punto si indicano il cognome e il nome del curatore seguiti da ‘(a cura di)’ o espressioni analoghe, e da virgola; segue il titolo della raccolta in corsivo. 

    Bianchi, F. (2016). «Il Gotico. Storie e miti». Ricci, L. (a cura di), Il Gotico nel diciannovesimo secolo. Venezia, 87-121.

    Libro elettronico

    Per pubblicazioni elettroniche, si citano il DOI (da preferire, se disponibile) o l’URL senza sottolinearne i caratteri. I codici DOI, desumibili dal sito https://search.crossref.org, si citano come: https://doi.org/10.xxxx/xxxxx. Dopo il titolo dell’opera si aggiunge l’indicazione ‘[online]’; dopo l’URL la data di consultazione, nel formato ‘(aaaa.mm.gg)’.

    Bianchi, F. (2016). La mia opera. A cura di L. Rossi. Venezia. http://www.edizioniaperte.it.

    Bianchi, F. (2016). «Il Gotico. Storie e miti». Ricci, L. (a cura di), Il Gotico nel diciannovesimo secolo. Venezia, 87-121. Scritti di letteratura gotica 27. https://doi.org/10.14277/978-88-6969-021-1.

    Articoli in rivista

    Il titolo e il sottotitolo del contributo si indicano tra parentesi basse, il nome della rivista in corsivo, seguito dal numero della serie (in cifre romane o come ‘n.s.’), del volume o dell’annata (in cifre arabe) e, se necessario, del fascicolo (in cifre arabe tra parentesi tonde, senza spazio davanti alla prima parentesi). 

    Bianchi, F. (2017). «Il Gotico. Racconti e miti». Jahrbuch der kunsthistorischen Sammlungen Wien, 5(2), 5-34.

    Bianchi, F. (2017). «Il Gotico. Racconti e Miti». Letteratura inglese, 6(2), 15-34. http://www.letteraturainglese.it.

    Numero monografico o supplemento di rivista

    Se il numero monografico ha un titolo, va tra virgolette basse come i titoli del contributi.

    Verdi, M. (a cura di) (2016). «Letteratura gotica». Num. monogr., Letteratura inglese, 6(2).


    Recensioni

    Rossi, M. (2013). Recensione di L’opera pittorica di Raffaello, di Verdi, Guido. Kunstchronik, 23(4), 24-7.


    III. Didascalie per le immagini

    Seguire i seguenti schemi:

    • Figura 1   Autore/ambito, Titolo. Anno. Tecnica e supporto, dimensioni [l’unità di misura viene posposta e separata dalle cifre mediante uno spazio]. Luogo, istituto di conservazione, , eventuale provenienza. Fonte dell’immagine / copyright [senza punto finale] 

    IV. Immagini

    Inviare files tiff, a colori o in bianco e nero, numerati in coerenza con le didascalie, con una risoluzione di almeno 300 ppi. 


    V. Checklist prima della consegna

    Verificare che l’articolo:

    • indichi l’affiliazione e la email dell’autore
    • sia corredato di bibliografia, abstract (in inglese), cinque o più parole chiave (in inglese), didascalie con indicazione dei crediti, e immagini in formato digitale (per la peer-review bastano files a risoluzione bassa)
    • eventuali riferimenti interni che rivelino il nome dell’autore siano contrassegnati in rosso.


    Per informazioni e chiarimenti, si invita a contattare la redazione di Edizioni Ca’ Foscari all’indirizzo ecf@unive.it.

Call
  • Call for papers

    CALL FOR PAPERS – Venezia Arti, s. II, 3/XXX (2021)

    Titolo: Originale/Copia

    TEMA E PROBLEMATICHE

    Se pensassimo alla coppia di termini Originale/Copia come a un’endiadi potremmo quasi certamente commettere un peccato di anacronismo. Prendendo per esempio a testo di riscontro le Vite di Vasari, che a ragione possono essere considerate uno spartiacque nella complessiva vicenda della millenaria riflessione sull’arte, il termine ‘originale’ vanta solo 9 occorrenze: in quasi tutte il senso attribuito è positivo (ma non sempre), il rinvio è a opere di protagonisti accertati della storia dell’arte italiana, ma il senso della questione appare certo piuttosto marginale. Il termine ‘copia’ ne annovera invece a sua volta 88, molte delle quali tuttavia a significare, come sinonimo, la cospicua quantità di qualcosa (gran copia de’ lumi, copia di figure, di abiti ecc.). Il problema inizia insomma a porsi in termini più precisi dal XVII sec. (Mancini, Giustiniani, Passeri), e solo di lì a poco l’endiadi diverrà davvero la base probante della connoisseurship, da Lanzi in avanti: ma non si tratta banalmente di dirimere il vero dal falso, o di certificare solo l’autenticità di un segno per cui si utilizzano metodiche complementari che comprendono analisi fisiche e chimiche, indagini storiche e filologiche, osservazione da parte di esperti, verifiche documentali.

    In certi casi, dal XIX sec. a oggi, quando è stato assunto come riscontro assoluto della qualità artistica, esso ha finito per trascurare molti altri contesti precedenti, fittamente e reciprocamente irrelati: tra essi, il tema della tradizione artistica; quello dell’organizzazione delle botteghe degli artisti dall’età più antica (con la diffusa e articolata tecnica dei calchi, repliche ‘positive’, pantografi…) a quella medievale (con i taccuini di schizzi), dalla svolta rinascimentale fino a Canova (che preparava i gessi con i repères, punti di riferimento per i suoi collaboratori utili alla realizzazione di innumerevoli esemplari dello stesso originale); o ancora quello della riappropriazione autoptica e/o per varianti dell’antico; la trasmigrazione delle Pathosformeln, così attentamente indagate da Warburg; il vincolo della committenza - che ha regolato le concrete vicende dell’arte almeno sino alla morte del grande scultore di Possagno - con il secolare dibattito sui ruoli nella definizione di inventio, dispositio e compositio; il peso del mercato dell’arte e la consistente frequenza delle repliche autografe e/o di bottega.

    In una raccolta di saggi che esce in questi giorni (Incursioni. Arte contemporanea e tradizione. Milano: Feltrinelli) Salvatore Settis, che aveva curato qualche anno fa la mostra Serial Classic per Fondazione Prada, identificando nella prassi della ‘copia’ un atto di omaggio all’arte greca piuttosto che un tentativo di inganno tipico invece delle contraffazioni, ha elencato una ben ragionata sequenza di modalità di raffronto tra un artista moderno o contemporaneo e una ‘fonte’: «allusione, appropriazione, citazione, confronto, influenza, ispirazione, parafrasi, pastiche, prelievo, prestito, ripresa, traslazione…», ma prima di lui ne avevano ragionato - per difetto – Panofsky, Benjamin, Wittkower, Gombrich, Baudrillard, Lowe.

    Nell’arte contemporanea, in effetti, l’argomento si fa ancora più complesso e insidioso: nelle manifestazioni più recenti dell’espressione artistica il concetto di autenticità è ancora valido oggi (leggi: è ancora dotato di valore)? Se l’oggetto artistico non è più classificabile all’interno di un canone che lo collochi chiaramente tra i dipinti, le sculture, le incisioni ecc. e se esso nasce dal lavoro di quello che non è più un “autore” ma il terminale di una collaborazione interdisciplinare e multilinguistica in cui la pluralità degli apporti diventa il vero punto di forza e se questo oggetto è pensato per essere replicato, è evidente che è opportuno ripensare una teoria dell’autenticità.

    In un suo memorabile libro (La cultura e l’esplosione. Prevedibilità e imprevedibilità. Milano: Feltrinelli, 1993), il fondatore della semiotica della cultura, Jurij M. Lotman ha scritto che «il testo artistico non ha un'unica soluzione...», e che «l'opera d'arte può essere usata un infinito numero di volte».

    Venezia Arti prova a indagare questo plesso essenziale di problemi a partire dall’età medievale ai giorni nostri, nelle arti occidentali così come in quelle orientali, dove, come è ben noto, il tema della copia assume una rilevanza particolare.

    Infine, come è consuetudine della nuova serie, anche il numero del 2021 di Venezia Arti accoglierà, nella specifica sezione «Alia itinera», pochi selezionati contributi che potranno esulare dal tema monografico Originale/Copia.

    ABSTRACT SUBMISSION | Istruzioni e informazioni

    Per proporre un contributo si prega di inviare il testo completo con una breve nota biografica. I materiali vanno inviati entro il 15 giugno 2021 alla redazione della rivista (venezia.arti@unive.it) con oggetto della mail “Venezia Arti 2020 – Call for Articles”.

    Il testo dei contributi non deve superare le 40.000 battute (note e spazi inclusi) ed è soggetto a double-blind peer review. Le lingue accettate sono italiano, inglese e francese. Indipendentemente dalla lingua di redazione, tutti gli articoli devono prevedere l’abstract e almeno cinque parole chiave in lingua inglese e rispettare le Norme redazionali (Norme redazionali).

    I testi difformi non saranno presi in considerazione. Gli autori devono provvedere autonomamente a costi e diritti di riproduzione di eventuali immagini, da fornire obbligatoriamente in alta definizione (almeno 300 dpi).

    Per maggiori dettagli e informazioni si prega di contattare la segreteria di redazione (venezia.arti@unive.it).

Policy
  • Codice etico della Rivista

    Codice etico di Venezia Arti

    Venezia Arti è una rivista scientifica sottoposta a double-blind peer review, la cui politica è ispirata al Codice etico COPE (Committee on Publication Ethics). Consulta le linee guida sulle best practice per gli editori di riviste.


    Responsabilità dell’Editore

    L’Editore deve fornire alla Rivista risorse adeguate e la guida di esperti, al fine di svolgere il suo ruolo nel modo più professionale possibile, puntando ai più alti standard di qualità.

    L’Editore deve stipulare un accordo scritto che definisca la relazione con il proprietario della Rivista e/o la Direzione scientifica. L'accordo deve essere conforme al Codice di comportamento per gli editori di riviste scientifiche, come stabilito da COPE.

    La relazione tra la Direzione scientifica, il Comitato di redazione e l'Editore si basa sul principio dell'indipendenza editoriale.


    Il Direttore o i Direttori scientifici sono indicati dal Direttore di Dipartimento. La Direzione scientifica promuove la composizione del Comitato scientifico e del Comitato di redazione e può integrare e/o variare la composizione degli stessi. Gli organi restano in carica per 6 anni e risultano automaticamente rinnovati per altri 6 in assenza di controindicazioni del Direttore di Dipartimento.


    Responsabilità degli Editor 

    La Direzione scientifica di Venezia Arti è la sola responsabile della decisione di pubblicare gli articoli presentati.

    Gli articoli verranno inviati ad almeno due Revisori. L’accettazione finale presuppone l’aggiunta di eventuali modifiche, come richiesto dai Revisori e sotto la supervisione degli Organi della Rivista.

    I Direttori scientifici e il Comitato di redazione di Venezia Arti devono valutare i contributi sulla base della loro conformità alla politica della Rivista, cioè esclusivamente sulla base del loro contenuto scientifico, senza discriminazione di razza, sesso, genere, credo, origine etnica, cittadinanza, o di posizione scientifica, accademica e politica degli Autori. 

    Se i Direttori scientifici e il Comitato di redazione di Venezia Arti rilevano (o ricevono notizia di) errori o inesattezze, conflitti di interesse o plagio in un articolo pubblicato, avvertiranno immediatamente l’Autore e l’Editore e intraprenderanno le azioni necessarie per risolvere il problema. Se opportuno, ritireranno l'articolo o pubblicheranno una ritrattazione. 

    Responsabilità degli Autori

    Foglio di stile

    Gli Autori devono seguire le Linee guida per gli autori, che si possono consultare sul sito di Venezia Arti

    Originalità dell’articolo

    Gli Autori devono dichiarare esplicitamente che il loro lavoro è originale in tutte le sue parti e che il documento presentato non è stato precedentemente pubblicato, né presentato ad altri periodici, fino a quando l'intero processo di valutazione non sia stato completato. Poiché nessun documento viene pubblicato senza una revisione significativa, la precedente divulgazione negli atti di conferenze o working papers non preclude la possibilità di pubblicazione, ma gli Autori sono tenuti a dichiarare la pubblicazione/diffusione del materiale in altre pubblicazioni strettamente correlate, in modo tale che la sovrapposizione possa essere valutata dalla Direzione scientifica di Venezia Arti

    Paternità

    La paternità deve essere correttamente riconosciuta; tutti quelli che hanno dato un contributo sostanziale alla progettazione, organizzazione e realizzazione della ricerca su cui si basa l'articolo, devono essere indicati come Coautori. Il ruolo di ciascun Coautore dovrebbe essere descritto in una nota a piè di pagina. L’approvazione alla divulgazione della versione finale da parte tutti gli Autori dovrebbe essere dichiarata.

    Conflitto di interesse e finanziamenti

    Gli Autori, sotto la propria responsabilità, devono evitare qualsiasi conflitto di interesse che influenzi i risultati ottenuti o le interpretazioni suggerite. Gli Editor di Venezia Arti prenderanno in seria considerazione i suggerimenti di casi in cui, a causa di un possibile conflitto di interessi, il lavoro di un Autore non dovrebbe essere rivisto da uno specifico studioso. Gli Autori dovrebbero indicare qualsiasi ente finanziatore o il progetto dal quale deriva l'articolo. 

    Citazioni

    Gli Autori devono assicurarsi che tutti i lavori consultati siano correttamente citati. Se vengono utilizzati lavori o parole di altri, devono essere opportunamente parafrasati o debitamente citati. Le citazioni tra “virgolette” (o «virgolette» se il testo è scritto in una lingua diversa dall'inglese) devono riprodurre il testo esatto della fonte; sotto la propria responsabilità, gli autori dovrebbero astenersi dal mascherare un restyling del testo della fonte, come se fosse un testo originale. 

    Comitato etico

    Quando richiesto, i protocolli di ricerca devono essere preventivamente autorizzati dal Comitato Etico dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. 

    Correzioni

    Quando gli Autori trovano un errore o un'inesattezza nel proprio articolo, devono immediatamente avvisare gli Editor di Venezia Arti, fornendo tutte le informazioni necessarie per apportare le dovute modifiche. 

    Responsabilità dei Revisori

    Obiettivo

    Attraverso la procedura di peer-review, i Revisori collaborano con la Direzione scientifica di Venezia Arti nel prendere decisioni sugli articoli presentati. Possono anche offrire suggerimenti agli Autori su possibili aggiustamenti volti a migliorare la loro proposta di pubblicazione. 

    Tempi e conflitti di interesse

    Se un revisore non si sente in grado di eseguire una determinata revisione, o se non è in grado di leggere il lavoro entro il programma concordato, deve comunicarlo agli Organi di Venezia Arti. I Revisori non devono accettare articoli per i quali esiste un conflitto di interessi a causa di precedenti contributi o di una competizione con un autore noto (o con un autore che ritengono di aver identificato). 

    Riservatezza

    Il contenuto dell'opera revisionata deve essere considerato confidenziale e non deve essere utilizzato senza l'autorizzazione esplicita dell'Autore, che deve essere contattato tramite il Caporedattore. Qualsiasi informazione riservata ottenuta durante il processo di revisione tra pari non deve essere utilizzata per altri scopi.

    Atteggiamento collaborativo

    I Revisori dovrebbero considerarsi non come avversari ma come sostenitori del progetto. Ogni commento deve essere fatto in modo collaborativo e da un punto di vista oggettivo. I Revisori devono motivare chiaramente i loro commenti e tenere a mente la regola d'oro della revisione: ‘Rivedi gli altri come vorresti che gli altri facessero con te’. 

    Plagio

    I Revisori devono segnalare qualsiasi somiglianza o sovrapposizione del lavoro in analisi con altri lavori a loro noti.