4 settembre 1549
IR
Si aumenta lo stipendio a Giovanni Capsa, proto dell’arsenale di Candia.1
Mar Registri, reg. 30, cc. 90v-91r.
[c. 90v] Sono, per la verità, infiniti li meriti et operationi fatte in ogni tempo per il fidel nostro Joanne Capsa, protho dell’arsenale di Candia, come dalla soa supplicatione et dalle depositioni delli nobil nostri signori Alessandro Bondimier [Alessandro Bondumier] et Dionisio Contarini si legge, che non si deve mancar di sovenerlo di qualche modo, non havendo massime goduto l’officio che gli fu dato per questo Consiglio, ne le boteghe dalle quali cavava qualche utilità, et essendo cargo di numerosa famiglia, et però. L’anderà parte, che al soprascripto Joanne Capsa siano concessi altri ducati doi al mese alla cinque che l’ha al presente, si che siano sette da esserli pagati dalla Camera fiscal di Candia in vita sua, accioché con maggior prontezza [c. 91r] continui nel cargo et bone sue operationi. […].
1549 die 7 augusti in Collegio.
De parte 151; de non 7; non sinceri 15
Factae fuerunt litterae regimini Cretae et successoribus, significamus vobis die suprascripto.
- Cf. Duca di Candia b. 8, n. 6, c. 42v , 10 ottobre 1548, supplica di Johanne Capsa marangone dell’arsenale di Candia (e per un periodo anche sostituto dell’ammiraglio) in cui sono riportate le sue attività: costruzione di imbarcazioni, scavo del porto di Candia e ‘progetto’ di quello di Retimo, altre opere pubbliche in città. Chiede licenza per presentare al doge la sua supplica ma gli viene negata perché la sua opera è necessaria costantemente (la presenterà a Venezia il figlio Vassili). ↩