Studi di storia

2 giugno 1549
IR

Il duca di Candia, giunto in città il 13 settembre 1548, invia un modello per un nuovo arsenale a Candia. La missiva è prevalentemente dedicata alla fortificazione della città secondo le opinioni di Gian Girolamo Sanmicheli e del governatore della milizia Girolamo Martinengo.1

Duca di Candia b. 8, n. 6, cc. 128v-130r (cf. Gerola IV p. 125 e nota 7, con la data del 4 giugno).

[c. 129v] Se ha fatto un modello come dovria star questo arsenal da poter tegnir al coperto bon numero de galee ma non senza molta spesa; et principiarlo per non continuar et finirlo con impedir il vechio, questo lassemo al sapientissimo iuditio di Vostra Serenità. Come havemo il modo, se le madarà detto desegno sopra il qual quella poi cometerà quanto si harà a fare. Aricordemo con revenrentia Vostra Sublimità che quella vogli mandarne [c. 130] de qui con prestezza le cose che sono tanto importante et necessarissime per questo arsenal, come per molte nostre li è sta significato [...] mandandoli per l’acclusa polizza de quello fa bisogno.

  1. Diverse scritture in questo copialettere descrivono le vicende del progetto e della costruzione dalle fortificazioni di Candia tra 1548 e 1550. Giangirolamo Sanmicheli arriva da Cipro a Candia all’inizio di dicembre 1548 (Ibidem, c. 57v, 25 dicembre 1548) e le sue opinioni per le mura della capitale (note da una scrittura del 29 dicembre: Tosato 2016,110-7 con bibliografia precedente) divergono da quelle del governatore delle milizie Martinengo (in particolare c. 63, 9 gennaio 1549). Inizialmente il duca di Candia condivide le opinioni del Martinengo mutando poi orientamento in suo favore persuaso dalla dimostrazione delle competenze strategiche, militari e oratorie del Sanmicheli (c. 67v-68v, 24 gennaio 1549). I disegni di Sanmicheli sono inviati ai provveditori alle Fortezze e trattenuti in copia anche dal duca (c. 64v, 9 gennaio 1549) e sono poi al centro di qualche incomprensione (c. 155v-156v 4 novembre 1549 e cf. 28 agosto 1550).