Studi di storia

10 febbraio 1549
IR

Il duca di Candia (che in quel momento dovrebbe essere Sebastiano Venier)1 risponde alle richieste di chiarimenti del Senato (lettere del 24 settembre 1548, ricevute a Candia il 7 gennaio 1549), sulle case degli eredi di Alvise Dotto. La famiglia sostiene che le case, già acquistate dalla Signoria (senza indicazione della data) per l’ampliamento degli arsenali, siano state demolite, circostanza negata dai pubblici rappresentanti.

Duca di Candia b. 8, n. 6, cc. 75v-76r, 10 febbraio 1548 m.v. (1549).

[c. 75v] vedessemo quanto ella ne comete circa la satisfatione che rechedeva il quondam Alvise Dotto li fusse fatta delle case sue, per li precessori nostri comprati a nome de Vostra Eccelenza per agrandir l’arsenal de qui secondo li mandati sui; parimente vedessemo la suplica de [c. 76] esso q. Alvise occlusa a ditte sue per la qual vedemo lui haver taciuto la verità et narato il falsso zoè circa il ruinar che dice essergli sta fatto doppo l’instrumento della compreda et alla satisfatione delli terradegi, cosa falsissima perché le case che li fu ruinate fu assai tempo avanti lo instrumento, et per causa che minazavano ruina, et azzò non fasseno qualche notabil danno alle persone che passavano de lì, fu ruinato quello muro né si li fose cosa alcuna et similiter de teradegi, che dice esser stà astreto a pagar, non ha risposto punto de verità. Havendo poi considerato cum li precessori nostri che esse case sono fabricate in cativo loco et sassoso et non atto per condition per far volti nel detto arsenal sopra ditto terren, non solamente non li parsse de ruinarle ma de lasarle cussi et sempre esso messer Alvise et sua famiglia ha habitato in esse et de presenti habbitano disponendo de quelle et magazeni, affitandoli a suo beneplacito [...] del che ne havemo voluto dar vera notitia a Vostra Eccellenza avvertendola le case preditte non esser a proposito de fare quel servitio del arsenal che quella desidera. Per il che [...] li raccordarò che [il Dotto] se contenta per ditta sua supplica che li sia liberate le case et revocato lo instrumento de compreda: lo concedi alli sui heredi, per esser morto esso Alvise, per che a volerli pagar le case non haver[à] utele alcuno, et non possendosi de quelle servir come di sopra, seria azonzer un tal gravame a questa povera Camera che seria imposibile supportare.

  1. Segretario alle voci MC, reg. 1, cc. 185v-186r, eletto duca di Candia l’11 marzo 1548 Sebastiano Venier q. Mosè (intravit 8 settembre 1548; complevit 7 settembre 1550).