Studi di storia

1 gennaio 1585
IR

Alvise Grimani, provveditore generale in Regno, riassume le ragioni che lo hanno condotto a posizionare i nuovi volti degli arsenali Nuovissimi in sequenza ai Nuovi e descrive in dettaglio le operazioni di fondazione in acqua dei nuovi volti. Al dispaccio sono allegate dichiarazioni in difesa di alcune obiezioni contrarie alle scelte che questo nuovo complesso comporta: sul posizionamento di due galee sotto lo stesso volto e sui possibili sui problemi di interramento del porto [Heraklion, porto].

PTM, b. 512, f. 751, cc. 215r-220r, Candia, 1 gennaio 1584 m.v. (1585), Alvise Grimani provveditore generale

[c. 215r] Serenissimo Principe. Scrissi alla Serenità Vostra da Rettimo [Rethymno], fin sotto li 20 d’agosto, in risposta dell’ordine datomi di fabricare altri novi volti, così in Candia come alla Cania, et dissi che alla Canea se ne potevano far dieci senza distruzer case de particolari, ma bene alcuni magazeni [Chanià, magazzini] di Vostra Serenità. Et che quando fussi venuto in questa città, haverei consigliato del luogo dove parimente se ne potessero far de gli altri. Et avendo veduto il luogo vicino al muolo [Heraklion, molo], alla porta della città [Heraklion, porta del Molo], ricordato in tempo del Clarissimo signor Giovanni Mocenigo, domino Leon Ramussato [Leone Ramusati da Pesaro] et di quell’ingegnero [ingegnere], sicome nella scrittura inclusa in lettere scrittemi da Vostra Serenità, trovai che in esso luogo vi erano molte case de particulari, et massime una del Magnifico messer Marco Mudazzo di precio importante, et due chiese, una di greci et l’altra de latini [Heraklion, chiesa greca] [Heraklion, chiesa latina], che per far li volti bisognava distrugerle et, per haver la longhezza, servirsi di una parte della strada principal della città [Heraklion, ruga Maistra] che serve ad andar in la piazza [Heraklion, piazza]. [c. 215v] Et, similmente, si guastava una parte della riva, over muolo, che serve per sbarcar le mercantie, legne et robbe diverse, et bisognava regolar anco il corso delle acque che discendevano dalla detta strada, con spesa di molta importantia, convenendo abbassar terreno et sassi, che in quel luogo si ritrovano, et levar la materia destrutta. Onde per tutti questi contrarii et, principalmente per ordine di Vostra Serenità che non si debba distrugger case de particolari, lasciai questo et pensai ad altro luogo. Et venuto in cognitione che, da altri Clarissimi suoi rappresentanti si hanno fatti dissegni che si poteva costruire volti dietro l’arsenale, ma che però li modi che venivano all’hora ricordati erano stimati difficili, et quasi impossibili; nondimeno ho ben visto, et considerato, et fatto veder dal Illustrissimo signor Latino [Latino Orsini] et da altri prattichi et periti, trovai che questo luogo dietro l’arsenale, [c. 216r] procedendo per altra via di quella che per avanti era stata messa in consideratione, si poteva accomodare aggiungendo alli quattro volti, ultimamente fatti dal Clarissimo messer Andrea Duodo, altri sei, et che le galee si potranno tirrare in terra l’una dietro l’altra, a due galee per volto, et coll’istessa via condurle in acqua nel proprio porto di Candia, come è stato fatto in altri luoghi, sicome la vederà dall’inclusa depositione. Ma però, vi era in1 un contrario alla costruttione di essi in questo luogo, [c. 218r] che bisognava fare un’atterratione di fondo fin a cinque piedi nel mare, et in sito molto esposto alli venti di tramontana et greco tramontana, onde veniva in consideratione la difficoltà di poterli fare con buona riuscita et sicurtà, oltre l’importantia della spesa dell’atterratione. Nondimeno, [fu] conosciuta la qualità del fondo da periti atto alla fondazione, li rimedii che si potevano fare per la sicurtà sua, se ben con qualche difficoltà rispetto al tempo dell’inverno. Stante [c. 218v] l’isperientia che ho havuto in altre occasioni in servitio della Serenità Vostra, essendomi occorso far altre fondazioni, col nome del Signor Dio, il qual per Sua infinita bontà, accompagna la buona mente mia, mi risolsi di fare detta atterratione, come è stato fatto per detti volti. Et perché facilmente potria esser venuto ad orrechie di Vostra Serenità l’opinione di alcuni che giudicavano difficile, o forse imposssibile, questa atterratione, l’effetto di buona riuscita che è seguito le farà conoscere che non m’ha ingannato l’opinione mia. Et volendo punt[u]almente essequire l’ordine della Serenità Vostra [c. 216r - trascrizione] di non distrugger case di particolari, la sia sicura che non si potevano far volti in alcun’altro luogo sopra questo porto se non dove sono stati fondati, havendovi io in ciò posto ogni mio spirito, conoscendo quanto importi alla conservatione di questo suo Regno la augumentatione dell’armata. [c. 218v] Et acciò la resti sodisfatta circa la sicurtà de questa nova fabrica et atterratione rispetto alla <atterratione> qualità del sito, esposto al mare et alli venti, ho fatto fondare dui arsili vecchi, che erano parte disfatti et già molto tempo infruttuossamente stavano nel porto, reliquie di arsili della passata guerra, nè di essi si poteva fare meglior opera, perché empiuti di sassi si sono fermati nel fondo et fattogli una corona di pietre di grandissimo peso dalla parte di fuori di essi arsili, et dalla parte di dentro un molo di sassi con spala larga et grossa del piano del molo, che scontra essi arsili tanto che, [c. 219r] sopra acqua tutto viene ad essere a riparo del mare circa passa dieci con la banchetta, tutto di pietra, dentro il qual molo vi andarà la muraglia con sassi grandi che si commetteranno con artificio notabile, che niun sasso potrà esser levato dal mare se non leva tutta la muraglia, et che si disfaccia il molo con suoi ripari, cosa impossibile, per la molta materia che vi è stata posta. Oltre che detta muraglia, che tuttavia si fabrica nella distantia predetta, et dentro il molo, sarà bastante a defendersi da se stessa. Tanto che, si come molti stimavano che non si potesse effettuare et assicurare questa opera, così ogni uno, veduto quello che è stato fatto, et il modo tenuto coll’isperientia delle fortune di questo inverno, le quali sono state le maggiori per commune opinione che siano stati già molti anni, è da tutti affermato che sarà sicurissimo. Quanto alla spesa di essa atterratione, nel ridur il piano sarà qualche cosa manco di ducati tremille, la qual tutta atterratione [c. 216v] di mare, ridotta a passi cubi, sono passa doimille quattrocento, che venirano a costare un ducato et un quarto per passo. [c. 219r] La qual spesa non saria stata minore se si havessero fatti li volti nelli luochi ricordati nella scrittura mandatami in lettere della Serenità Vostra, della qual spesa spero rifarla in gran parte nella fabricatione della muraglia, come la intenderà per un’altra mia col presente dispaccio. [c. 216v] et caso si havesse convenuto rovinar case di particolari, saria stato con mala satisfattione della città, [c. 219v] per il che tanto più restano contenti che sia stato elletto luoco senza danno di alcuno. Dicendole appresto che, quanto più inaspettata la riuscita, tanto più è stata grata ad ogni uno conoscendo questa esser provisione principale la loro difesa. Onde restando questo populo molto sodisfatto et contento, et vedendo la gran sollecitudine et modo che io tengo per il servitio publico, ogni uno s’è dimostrato pronto in coaiuvar questa atterratione, havendo io compartito il tempo di questa sua amorevole offerta hora a soldati, hora ad hebrei, et hora al populo per gli giorni di festa che non lavorano, col qual essempio sono concorsi anco gli galeotti di ordine di questo Clarissimo capitano della guardia [capitano della guardia di Candia], lavorando ancor loro due hore al giorno a questa atterratione, senza spesa di Vostra Serenità, se non di qualche barile di vino alli galeotti, et un beveraggio alli aguzini. [c. 216v] Ho voluto tuor il parer de periti circa il tirare le galee in terra una dietro l’altra, del quale qui incluso le mando copia della depositione del stato di questo porto [Heraklion, porto], acciò la veda che, per causa di questi arsenali, non li viene danno in alcuna parte, caso che alcuno opponesse che vi fusse qualche interesse del porto. [c. 219v] Faccio anco far un modello con le sue misure giuste, il quale manderò col galeon Garzoni, da quale [c. 220r] la Serenità Vostra vederà la qualità di questo luoco, et anco quello che era stato proposto prima per la scrittura mandata, et conoscerà che il tutto è stato fatto con ragione, buona mente, et servitio delle cose di Vostra Serenità. Gratie.

Di Candia, il primo gennaro 1584.

Alvise Grimani, provveditore generale.

  1. Tra le righe: un.