Studi di storia

8 agosto 1581
CH

Pietro Lando, rettore di Canea, riassume la condizione dell’arsenale dal suo arrivo in città a questo momento indicando le opere da lui eseguite, in parte in esecuzione degli ordini di Giacomo Foscarini. Per ovviare al rapido deterioramento delle coperture lignee ha deciso di costruire volte in pietra, per maggiore durabilità. Come richiesto da Venezia [Venezia], individua inoltre ulteriori siti per l’ampliamento lungo il porto [Chanià, porto], del quale segnala il progressivo interramento, proponendo interventi di escavo e richiedendo risorse finanziarie per il proseguimento della manutenzione.

PTM, b. 509, f. 746, Canea, 8 agosto 1581, Pietro Lando rettore di Canea

Serenissimo Principe. Ho visto, da le lettere de la Serenità Vostra, di 22 et 29 aprile, il desiderio ch’ella ha acciò che siano ridotti a perfettione li volti da galee che sono in questo arsenal, si come havea inteso da la depositione de Giacomo Gavan [Giacomo Gavano] et dal Capsali, che fu armiraio [ammiraglio del porto di Canea] de qui, ch’io havea incominciato et che si fabrichavano; commttendomi che habbia ad usar ogni diligenza et industria possibile per finirli, et che habbia parimente nel medesimo modo a continuar ne li altri volti che restano a farsi. Et ho ricevuto li ducati tre mille che la Serenità Vostra mi manda per questo conto con la nave Boscaina e Tressa, et ho visto ancora quanto mi commette per esser informata se de qui s’attrova altro luoco atto et sicuro da potersi far altri da novo, con tutto quel di più che in tal materia stimavo a proposito; et che medesimamente, intendendo come questo porto s’ammunisse ogni dì più, debba avisarla che sorte di provisione si potesse fare per cavarlo et redurlo in buon esser. In risposta de le qual cose dico a la Serenità Vostra che: quanto a redur a perfettion i volti de le galie ch’io, così come ho incominciato, così continuarò per finirli, nel che mi sono stati di grande aiuto li tre mille ducati mandatimi da lei, et spero fra tre o quattro mesi poter finirli tutti, cioè li vecchi che li altri, che sono quelli che ha ordinato l’Eccellentissimo Proveditor general Foscarini, che sono altri due volti per quattro galie, li quali ho incominciati ancora essi non sono molti giorni [e] non credo poterli finire mancadomi pochi mesi a finir il mio reggimento, ma farò ancora in essi quel più che potrò. Li quali volti, cioè quelli che erano coperti, ritrovai quando venni a questo reggimento in tanto mal essere che più non potria dire; perciò che li coperti erano di legnami, erano la più parte senza coppi, et con taole solamente al discoperto, et quasi ogni cosa marza et guasta. Et i bordonali, da le teste molti di essi che erano imarzidi, a pena si tenevano nei muri. Et uno volto, che era fatto per doi galie, era del tutto marzido et non vi era altro rimedio, che saria cascato del tutto con ruina de le galie che vi erano sotto, se non levarli via il coperto come feci; et vedendo quanto era necessario reparar et accommodar i detti volti, havendone dato aviso a la Serenità Vostra con i coppi ch’ella mi mandò, et alcuni bordonali, ne ho accommodati cinque havendo fatto levar via i bordonali et altri legnami marzi et remetierne de novi, et così le taole et coprirli de coppi, li quali hora sono reddutti in buonissimo esser. Et de li altri tre che restano, che erano per sie galie, cioè il volto che havea discoperto per esser marzido, come di sopra ho detto, et altri doi che a pena erano incominciati a li quali erano fatti solamente [c. 1v] i pilastri alti da terra doi e tre piedi, vedendo la difficultà che si ha in far i coppi de qui, che non li fanno buoni, et in haverli da Venetia, che vengono quasi tutti rotti, et quelli mandatimi da la Serenità Vostra vennero rotti quasi la mittà; et medesimamente, in haver i bordonali, che come intendo si trovano con gran fatticha di quella longhezza che fa di bisogno et con gran fatticha le nave i lievano, mi messi in animo di dover fare i detti coperti di pietra in volto. Et havendo fatto il conto de la spesa con questi maestri [maestro dell’arsenale di Canea] et prothi [proto dell’arsenale di Canea], et trovato ch’era manco spesa assai per causa de le calcine, che si fanno de qui ad assai buon mercato, et per le pietre, ancora che essendo tagliate di alcune grote non costano molto, mi rissolsi di farli a questo modo, massimamente considerando che sono più durabili et più sicuri da fuogo et che non bisogna star ogni anno su concieri per causa de le pioggie. Et finiti che siano questi, saranno in tutto quindese per quindese galie. Et quanto ad altri volti di novo che si potessero far, come mi scrive la Serenità Vostra che la debba informare, v’è tutta quella riva seguitando i volti del Eccellentissimo Procurador General Foscarini fin in capo del porto ove si cavariano altri otto volti, ma bisogneria gettar giù alcune case, come si ha fatto et bisogna fare in quelli del detto Eccellentissimo Foscarini, le quali però non sono di molta importantia, et staria bene che particolari non havessero da far su quella riva, ch’atterrano il porto da quella parte con le scovazze et altri immonditie che vi gettano dentro. V’è un’altro luoco ove si potriano far altri quattro volti appresso il molo [Chanià, molo], et chi volesse seguitar, con non haver rispetto a un poco di piazza [Chanià, piazza], che è li appresso che è commoda per il cargar et descargar in bocca del porto [Chanià, porto], ove se ne potriano far cinque con ruinar solamente un magazen d’artellarie et munition [Chanià, magazzini], et tre cisterne da acqua [Chanià, cisterne]. Et con la presente mando a la Serenità Vostra il dessegno del porto in carta et dei detti luoghi ove si potriano far li detti volti, i quali sono fatti postizzi, secondo che si potriano fare sul dessegno su alcune carte taccate con cera che, levando via le dette carte, la Serenità Vostra vederà il sito come s’attrovano li detti luochi. Et chi non havesse rispetto a ruinar molte case, non mancano altri luoghi, et quasi in ogni luogo attorno il porto da la parte de la città si potriano far dei detti volti. Non ho havuto in consideratione i luoghi fuori della fortezza, che non credo sia intentione de la Serenità Vostra far i detti volti fuori de la detta fortezza. Et quanto al cavar del porto, la Serenità Vostra vederà sul dessegno ove sono i numeri 3, 5, 6, 7 et 8 tanti piedi di fondi, e in quel luogo quanto è il numero che li è sopra, il qual porto si ha atterrato molto da la parte del’arsenal per l’immonditie de la città [c. 2r] che vi correno quasi tutte dentro, et non havendosi fatto ni una provisione già 40 e 50 anni fin hora, quell’è ridotto nel termine che s’attrova, che secondo che per inanzi quell’era capace per nave in ogni luogo, hora è atterrato che a pena il terzo di esso è buono per esse nave, et si va atterrando ogni dì più. Al qual porto li faccio far un certo condutto per divertir che l’immonditie de la città non vi corrino dentro, ma non vi vedo miglior rimedio che farlo cavar con i badili et con le zattere, come si suol far ne l’arsenal in Venetia [Venezia, Arsenale]. Et rechiesi a la Serenità Vostra, per mie di 16 febbraio 1579, che mi fussero mandati legnami et ferramenti per far due zattere per poter far cavar il detto porto, per conto de le qual zattere mi fu mandato solamente alcuni legnami ma non ogni cosa. Non di meno, ho potuto far una zattera et già sono molti mesi che incominciai a cavarlo et ho visto che a cavarlo a questo modo se li fa grande beneficio; ma ciò ch’importa più è che li voleno denari: che havendo incominciato a cavarlo, sto molte settimane che non faccio niente et che non si lavora per mancamento di quelli. Onde è necessario che la Serenità Vostra vogli mandar un poco de denari per questo conto. Et dovendosi cavar con i detti badili, che questa, per opinion mia, è la miglior provisione, far che si habbia ancora il legname et ferramenta per poter far doi zattere, et quanto a badili se ne ha de qui. Et in buona gratia de la Serenità Vostra humilmente mi raccomando.

Da la Canea a 8 d’Agosto 1581.

Piero Lando rettor.