2 febbraio 1599
CH
Benedetto Moro, provveditore generale in Regno, dichiara che si sta applicando a terminare i due volti degli arsenali di Canea che si trovano alle estremità occidentale e orientale di quelli già esistenti. Sta inoltre spianando il terreno alla “traversa” cioè la cortina che chiude il porto verso lo scoglio di Lagonissi [Chanià, scoglio di Lagonissi] (dove saranno poi costruiti gli arsenali Nuovi di Canea).
PTM, b. 525, f. 767, cc.nn. [cc. 1r-2v], Canea, 2 febbraio 1598 m.v. (1599), Benedetto Moro provveditore generale in Regno.
[c. 1r] Ho deliberato in questa città [Canea], per servitio di questa fortezza, porto et arsenale, stante la commissione che tengo da lei, la quale, se bene si estende in ordinare tutto quello che manca per ridur le cose alla loro compita perfettione, dovendo io non di meno attendere parimente alle fabriche dissegnate e principiate in Candia, come ella haverà inteso, e per aventura anco ad alcuna altra, secondo che si potesse andar mostrando urgente il bisogno delle restanti fortezze; a queste cinque cose solamente ho aplicato il pensiero fin hora, cioè […] [c. 1v] alla fabrica di due volti d’arsenali [a Canea], già stabiliti di fabricarsi, ambi congiunti a gl’altri, l’uno dalla parte verso ponente, che fu principiato fino dalla buona memoria dell’Illustrissimo general Grimani [Alvise Grimani], e l’altro dalla parte verso levante, ove va gettato a terra certa casa di uno cittadino di questa città. Per la costruttione delli quali volti si sono preparate le calcine, si cavano e lavorano le pietre e, coll’opera de spezzamonti rispetto al sasso vivo, si va spianando e riducendo a squero il suolo del terreno alla traversa, overo cortina che dalla parte di levante deve serar et assicurar il porto e difenderlo dalla materia che viene trasportata dentro dal mare, opera necessarissima, commessa efficacemente con lettere de quell’Eccellentissimo Senato de primo settembre 1590.