Studi di storia

16 febbraio 1580
CH

Pietro Lando, rettore di Canea, dispone la costruzione di due nuovi volti e la riparazione di quelli esistenti nell’arsenale, segnalando l’invio di bordonali da Corfù e richiedendo coppi, ferramenta e altri materiali necessari per il completamento delle strutture.

PTM, b. 508, f. 743, Canea, 16 febbraio 1579 m.v. (1580), Pietro Lando rettore di Canea.

Ho havuto ancora le lettere de la Serenità Vostra di 2 decembrio per le quali mi da aviso haver scritto a Corfù, accioché mi siano mandati bordonali cento per far li dui volti novi che si hanno da far in questo arsenale et acconciar li altri che ne hanno di bisogno, et haver dato carico a li Clarissimi proveditori sopra le fortezze [provveditori alle Fortezze] di mandarmi ferramenta, coppi et altro che fa di bisogno per i detti volti, la qual opera è necessarissima, che altramente ogni cosa va in ruina con danno grandissimo de la Serenità Vostra, et quando habbia le sudetti robbe non mancarò di far acconciar il tutto; et di già per il Clarissimo Reggimento di Corfù mi sono stati mandati cinquanta bordonali et sto ad aspettar il restante; et fa molto di bisogno che i Clarissimi a le fortezze [provveditori alle Fortezze] mi mandino i coppi, perché i coppi che si fanno de qui non sono buoni, et farà di bisogno che me ne siano mandati almeno miara 100; saria necessario ancora che la Serenità Vostra mi facesse haver vinti badili da cavar sotto acqua, et i legnami et ferramenta per far dui zatte per poter cavare questo porto [Chanià, porto] il quale ne ha molto di bisogno, essendo atterrato molto et atterrandosi ogni [giorno] di più, di modo che, chi non li provede, non passerà molto tempo che non si potrà piu servirsi di esso, et sia sicura la Serenità Vostra che, in quelle cose che posso provedere non manco et in quelle cose che mancarò, sarà solamente perché quelle cose che mi fa bisogno et che sieno venir da Venetia [Venezia] non vengono. [...] Mi fu scritto alquanti giorni dal Clarissimo capitano di Candia [capitano di Creta] che facesse acconciare una galia per armar quest’anno, et che facesse intendere al sopracomito che volesse esser a l’ordine; la qual galia ho fatto acconciare et, havendolo fatto intendere al sopracomito, che è il Magnifico messer Zorzi Zancaruol [Giorgio Zancariol], l’ho trovato prontissimo, et poichè ho veduto questa prontezza, desiderava che’l mettesse banco ma havendo dimandato l’ordine et i denari al Clarissimo capitano, sua Magnificenza mi ha risposo che habbia a soprastare, et questo credo che sia per il mancamento dei denari, il che mi è dispiaciuto perché, per le molte difficultà che si ha in armare, non vorria che con il metter tempo di mezo questo gentilhuomo, che è caldo et pronto, si sfreddisse; pur cercarò di fare che’l sia a l’ordine et che ogni cosa sia in pronto, et che la detta galia sia armata quando il me sarà ordinato.