Open Knowledge Dialogues

Presentazione

Fondazione Università Ca’ Foscari ed Edizioni Ca’ Foscari presentano Open Knowledge Dialogues, un nuovo spazio di incontro e confronto dedicato alla presentazione e alla discussione delle pubblicazioni scientifiche della casa editrice.

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di valorizzare la produzione editoriale dell’Ateneo e promuovere occasioni di dialogo attorno ai risultati della ricerca, mettendo in relazione autori e autrici con direttrici e direttori di collana, studiosi e studiose del settore e, più in generale, con la comunità accademica interessata ai temi affrontati nei volumi.

Il progetto mira inoltre a rafforzare la visibilità delle ricerche pubblicate da Edizioni Ca’ Foscari, valorizzando il network scientifico che ruota attorno alle collane editoriali e ai loro autori. Attraverso questi incontri, le pubblicazioni diventano occasione per attivare un confronto diretto tra studiosi e studiose, mettendo in dialogo prospettive di ricerca diverse e contribuendo alla diffusione e alla discussione dei risultati scientifici più recenti.

Gli appuntamenti di Open Knowledge Dialogues sono concepiti in relazione a pubblicazioni o progetti editoriali di particolare rilievo e si configurano come conversazioni tra autori, direttrici e direttori di collana e studiosi del settore, con l’obiettivo di discutere criticamente i temi affrontati e collocarli nel più ampio panorama della ricerca contemporanea.

Prossimi eventi

Il prossimo incontro di Open Knowledge Dialogues si terrà il 19 maggio 2026 alle ore 14:30, in presenza presso la Sala Alumni dell’Università Ca’ Foscari Venezia e online.

L’evento sarà dedicato al volume The Trial Against Atheism in Naples (1688-1697). Chronology and Documentation, di Leen Spruit (Radboud University Nijmegen), pubblicato da Edizioni Ca’ Foscari e disponibile gratuitamente in open access.

Il libro analizza un importante processo inquisitoriale svoltosi a Napoli tra il 1688 e il 1697, che coinvolse un gruppo di intellettuali accusati di atomismo e ateismo. La documentazione esaminata mostra come l’“atomismo” abbia funzionato sia come categoria ideologica sia come etichetta polemica e diffamatoria. La diffusione delle nuove idee scientifiche e filosofiche nella Napoli di fine Seicento si inseriva in un più ampio processo di rinnovamento culturale, nel quale l’atomismo divenne al contempo un punto di riferimento per ambienti intellettuali innovativi e un bersaglio privilegiato per i loro oppositori.

Lo studio evidenzia inoltre come l’Inquisizione non solo riuscì a mantenere la propria attività nel Regno, ma anche a stabilire un precedente attraverso una serie di incarcerazioni e abiure. Questo precedente funzionò come misura deterrente nei confronti di coloro che erano impegnati in pratiche di ricerca innovative.

Durante l’incontro saranno presentati e discussi i risultati della ricerca, con particolare attenzione al rapporto tra trasformazioni culturali, conflitti ideologici e pratiche istituzionali nella prima età moderna.


Intervento

Il processo contro l’ateismo a Napoli (1688-1697) – Cronologia e documentazione

Conflitto intellettuale, rinnovamento scientifico e controllo inquisitoriale nella Napoli della prima età moderna

Tra il 1688 e il 1697, Napoli fu teatro di un vasto processo inquisitoriale contro un gruppo di intellettuali accusati di atomismo e ateismo. Lungi dall’essere una categoria filosofica neutra, l’‘atomismo’ funzionava in questo contesto sia come categoria ideologica sia come strumento di accusa polemica.

La presentazione analizza il processo attraverso la sua documentazione, mostrando come la circolazione delle nuove idee scientifiche e filosofiche fosse profondamente intrecciata ai processi di trasformazione culturale. L’atomismo emerge così simultaneamente come segno di rinnovamento intellettuale e come bersaglio della repressione istituzionale.

Il caso rivela inoltre le strategie attraverso cui l’Inquisizione riuscì a mantenere la propria autorità nel Regno di Napoli, stabilendo un precedente attraverso incarcerazioni e abiure forzate. Queste misure ebbero un impatto duraturo, fungendo da deterrente nei confronti di ulteriori attività intellettuali innovative.


Presentazione della collana

Knowledge Hegemonies in the Early Modern World è dedicata allo studio socio-culturale delle culture del sapere nella prima età moderna (ca. 1450-1750). La collana esplora la scienza come pratica collettiva e spesso contestata, plasmata da tensioni politiche, filosofiche e religiose e inserita in più ampie dinamiche di egemonia culturale e interessi socio-economici.

Combinando monografie critiche e presentazione di fonti storiche, la collana indaga come identità, ideologie e strutture di potere abbiano influenzato lo sviluppo del sapere e dei suoi valori epistemici.


Presentazione seguita da discussione e sessione Q&A.
L’evento si svolgerà in modalità ibrida (in presenza e online).


È richiesta la registrazione.
I partecipanti registrati riceveranno il link di accesso alla videochiamata.

Eventi passati

Il primo incontro è stato dedicato al volume Verifying the Truth on Their Own Terms, pubblicato da Edizioni Ca’ Foscari e disponibile in open access. Il libro ricostruisce, sulla base di un testo recentemente riscoperto, un dibattito filosofico-teologico che ebbe luogo nel 1466 alla corte ottomana del sultano Mehmed II, incentrato sulla controversa interpretazione dell’unità divina (tawḥīd) nella tradizione filosofica avicenniana. Lo studio offre una nuova prospettiva sulla cultura filosofica del mondo ottomano del Quindicesimo secolo, evidenziandone la vitalità intellettuale e la capacità di reinterpretare criticamente i modelli ereditati dalla tradizione islamica.

L’autore del volume, Efe Murat Balıkçıoğlu, Visiting Scholar presso Harvard University e ricercatore presso il Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali dell’Università Ca’ Foscari Venezia, ha presentato i risultati della sua ricerca, offrendo una lettura innovativa del dibattito sviluppatosi alla corte di Mehmed II e del più ampio contesto intellettuale ottomano della seconda metà del Quindicesimo secolo.

La conversazione è stata guidata dal professor Pietro Daniel Omodeo, professore di Storia della Filosofia presso l’Università Ca’ Foscari Venezia e studioso di rilievo internazionale nella storia e filosofia della scienza della prima età moderna. In qualità di direttore scientifico della collana editoriale Knowledge Hegemonies in the Early Modern World, ha inoltre introdotto la collana.

L’incontro ha inoltre approfondito il confronto filosofico-teologico avvenuto nel 1466 alla corte di Mehmed II, centrato sulla tensione tra filosofia greco-araba e teologia islamica. Il dibattito, a lungo ritenuto perduto e oggi recuperato attraverso un testo inedito, ha messo in luce la complessità della riflessione sulla nozione di unità divina alla luce della metafisica avicenniana, mostrando come tali discussioni fossero parte integrante di una cultura intellettuale dinamica e capace di elaborare sintesi critiche attraverso la pratica del taḥqīq.