31 luglio 1550
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Il Senato riconsidera la precedente proposta di Girolamo Corner e sulla base delle deposizioni degli ex consiglieri di Candia Nicolò Querini, Francesco Nani e Giovanni da Canal, riconosce le grandi difficoltà e i costi dell’intervento che comporterebbe la demolizione di edifici pubblici e religiosi ma permetterebbe di ricoverare solo tre galee. Si ordina quindi di proseguire i volti già iniziati presso l’arsenale vecchio demolendo la casa del Dotto [Alvise Dotto] (cf. doc. 10 febbraio 1549) e finanziando l’opera con 2.000 ducati affidati al capitano di Creta Giovanni Lando, il quale è incaricato di verificare entrambi i luoghi e di stabilire il più conveniente con l’aiuto di esperti e ingegneri.
Mar Registri, reg. 31, c. 52r-v (Gerola IV, 125 e note 9, 10; p. 126 nota 1).
Se ben nelli giorni passati fo per questo consiglio deliberato che, secondo l’arecordo [sic] del diletto nobel nostro Hieronimo Corner, fosse imposto alli rettori di Candia che devessero dar principio a far fabricar volti nel luogo delli quatro horti, tollendo anco la terrazza quando bisognasse di una delle case della Signoria Nostra che habitano li conseglieri,1 [Heraklion, case dei consiglieri] niente di meno si è dapoi inteso da molti che hanno prattica di quel luogo, et specialmente dalla deposition delli nobili nostri Nicolò Quirini, Francesco Nani et Zuan da Canal, stati conseglieri in Candia, la difficultà et spesa grande che porta seco la essecution della sopradetta deliberatione perché si conveneria ruinar una casa della Signoria Nostra che serve da far biscotti per l’armata. Item, una antiquisima chiesa che è anco la prima fabricata in quella isola, et la terrazza che è congionta ad una di dette case di conseglieri, et consequentemente bisognaria anco ruinar un magazen che è sotto detta terrazza nel quale si alluogano li armizi dell’arsenà; si veneria poi a tuor una strada publica che va alla marina, che saria di grandissima incommodità a tutti quei habitanti, oltra poi che saria necessario spianar il terreno di sopra ad egual di quello di marina, che è passa sei più alto et, per esser terreno duro, grebanoso et forte di sasso, saria questi opera imposibile et quando, pur con tutte queste ruine et spese si facesse, questo luogo per volti non saria poi capace di tener a coperto più di tre galee. Et perché dalli sopradetti nobili nostri vien consigliato che si debba continuar la fabrica delli volti già principiati, che sarano congionti all’arsenal vecchio [cioè gli arsenali Antichi], et che ruinando la casa del Dotto, già comprata dalla Signoria Nostra per questo effetto, et anco il peso del formazo, che con ducati vinti se ne farà poi un altro, si venirà a far volti per quatro galee et forse più, et con pochissima spesa, per esservi già sta mandati li legnami et altro per fabricarli in detto luogo. Item, altre volte fo deliberato che delli denari di quella Camera si devesse pagar la detta casa del Dotto, et essendo essa Camera eshausta si che non puote satisfar a questo pagamento, mai non fo dato principio a fabricar detti volti, al che è necessario proveder per beneficio delle cose nostre però.
L’andara parte, che apresso li ducati mille che in questo consiglio è sta preso di dar al diletto nobile nostro Zuan Lando, che va capitaneo [c. 52v] in Candia, per far l’opera di volti sopradetta, gli siano etiam consignati delli denari della Signoria Nostra altri ducati mille overo mandati per quel passaggio che parerà al collegio nostro, et commessogli che insieme con quel duca et conseglieri debbano andar sul luogo, menando seco li inzegnieri o altri prattici di simil cose, per haver l’opinion loro. Et visto et ben considerato uno et l’altro di luoghi sopradetti debbano immediate, cognosciuto quello che gli parerà più atto et di manco danno così per la ruina delli stabili come per la spesa nostra, dar principio a così buona et utile opera. Et quando che determinarano ch’el luogo contiguo alli volti sia miglior et che però bisogni tuor la casa del detto Dotto, debbano pagarla delli denari di quella Camera, se ne sarano, se non, almeno una parte, et il restante sia pagato delli ducati duemila che hora se gli mandano.
De parte 163; de non 7; non sinceri 10.
lecta collegio die 21 julii 1550.
- Gerola IV, 125 afferma che non si hanno informazioni sulla posizione delle case ma Gerola III, 23 con riferimento alla pianta di Candia attribuita a Werdmüller, giustamente ipotizza che siano le stesse indicate come case dei camerlenghi tra gli arsenali Antichi e Nuovi. Cf. infra il documento del 28 marzo 1555. ↩