31 marzo 1583
E
Il dispaccio di Alvise Grimani, destinato provveditore generale in Regno,1 già prima di arrivare a Creta segnala l’insufficienza dei volti negli arsenali rispetto al numero delle galee presenti in isola, evidenziando la necessità di ampliarne la capacità fino ad almeno quaranta unità. Propone quindi la prosecuzione dei lavori già avviati a Canea e la costruzione di nuovi ricoveri a Candia o, in alternativa, a Rethymno, richiedendo risorse finanziarie e l’invio di un ingegnere per la costruzione delle fabbriche.
PTM, b. 510, f. 748, Di galea a S. Nicolò del Lido, 31 marzo 1583, Alvise Grimani destinato proveditor generale in Regno.
Serenissimo Principe. Son sicuro che Vostra Serenità è ben informata che, per la conservation del suo importantissimo Regno di Candia, non si debba tralasciare di proveder con ogni diligencia alla fabrica de volti sotto li quali si possi metter al coperto quel maggior numero di galee che sia possibile, et al meno quaranta, poi che l’armata ha da essere la principal difesa si d’esso Regno come di tutto il Stato suo. Crederò, similmente, esser necessario che Vostre Signorie Eccellentissime habbino buona informatione dalli rappresentanti suoi novamente ritornati di Candia, del stato in che s’attrovano quelli volti et quanti ve ne siano, perché, come intendo, troveranno che non vi ne sono in essere più di vintiuno tra Candia et La Canea, et di galee esservene vintisette per il che, non essendovi tanti volti che suppliscano el numero d’esse galee, alcune di esse stanno al discoperto et s’immarziscono. Onde sí per questa neccessità come per augumentare maggiormente il numero d’essi volti, sí come per molte lettere et deliberationi di quell’Eccellentissimo Senato chiaramente si vede, essere sua ferma intentione che il numero d’essi volti e galee sia accresciuto quanto più si possa. Et per ciò ricordo riverentemente a Vostra Serenità che, per servitio delle cose sue, saria bene che, sí come è sta deliberato del 1581, che nella città della Canea, oltra li otto volti che vi s’attrovavano in essere, se ne dovessero fabricar altri sette, nelli quali al presente si lavora, così anco fusse terminato che s’habbi ad accrescere il numero d’essi volti nella città di Candia, se però vi è loco capace, come vien affermato dalli suoi rappresentanti ultimamente ritornati da quel Regno, esservi loco da potersene fabricar, oltre li tredici che vi sono, altri otto, overamente far deliberar se stimino esser meglio per il servitio publico che esso augumento debba esser fatto a Retthimo [Rethymno], come del 1581 la Serenità Vostra hebbe intentione che fusse fatto. [...] Et acciò che io lo possa fare con fondamento et buon consiglio, supplico la Serenità Vostra a voler far venire al mio servitio Giovanni Battista Bonhomi [Giovanni Battista Bonomo], ingegnero [ingegnere],2 che hora s’attrova in Corfù, molto intelligente della sua proffesione et benissimo conosciuto da me in Dalmatia [Dalmazia], perché son da esso avisato che, ancora in altri mesi sei in circa haverà ridotta quella nova fabrica in sicurezza, del quale io me ne servirò sì per il finire di quelle fortezze (essendo morto l’ingegnero che di là s’attrovava, servendosi al presente, in quel loco et a tal sul carico, di soldati et persone non approbate da Vostra Serenità), come per il fabricar delli volti secondo che da lei sarà deliberato, alla quale, con mio grandissimo dispiacere, convengo dire il che crederò, che da più parti l’haverà inteso, quella sua fortezza essere in altro stato di quello che forse la credevo, havendo ogni una di esse grandissimo bisogno che vi sia continuato a fabricare per sua sicurtà, si come è mente sua. [...] Onde supplico la Serenità Vostra che, sí come questi giorni passati è sta preso che si debbino mandar sei mille ducati alla Canea per tal fabriche, così la voglia dar ordine che questi dinari siano carichi sopra la galea Barozza, che si deve partir fa due giorni.
- Alvise Grimani parte con la stessa commissione data a Marcantonio Barbaro: Secreti Registri, reg. 83, c. 153, 15 gennaio 1582 m.v. (1583); la sua elezione è in Segretario alle voci S, reg. 5, c. 139, 11 dicembre 1582, «Alvise Grimani fo de Antonio». Barbaro, IV, c. 155, ramo L, di San Polo detto Albero d’oro. Cf. Rugolo-Favilla 2025. ↩
- Su Giovanni Battista Bonomo, si veda il saggio di E. Molteni in questa sede. ↩