Studi di storia

2 giugno 1583
E

Alvise Grimani, provveditore generale in Regno, segnala l’imminente completamento dei quindici volti dell’arsenale di Canea e l’avvio di misure di chiusura e controllo del complesso per rafforzarne la sicurezza contro furti e incendi; nel quadro della manutenzione della flotta, si richiedono materiali ed equipaggiamento per le galee. Dispaccio in cifra con trascrizione in chiaro.

PTM, b. 510, f. 748, Canea, 2 giugno 1583, Alvise Grimani provveditore generale in Regno.

[c. 1r] Et promettole che in ogni occasione che viene di <guerra> ragionare di questo loco, da tutti è approbato per cosa molto necessaria che ella vi pensi et vi proveda, et se bene altre volte ho servitto a Vostra Serenità a le cose di questo arsenale son certissimo che, come cosa [c. 1v] principalissima per la difesa di questo Regno, gli sarà caro intendere qualche cosa di più onde veduto con il bisogno che l’arsenale dalla parte di mare è aperto et sottoposto alli rubbamenti delle robbe, legnami et morti di galee, et quel che importa più [è] che senza difficoltà alcuna, gli può esser dato foco, ho dato ordine che sia serrato da questa parte [e], con la diligentia di questo Clarissimo rettor [Giovan Domenico Cicogna, rettore di Canea], spero che per questo inverno sarà assai curato da tutte le parti, et finiti ancora li XV volti compitamente per il mese di settembre et messi al coperto sotto i volti li arsili che sono al scoperto. La qual opera io non mancarò di sollecitare, ancora in absentia mia, che sia essequita; starò aspettando l’ordine suo, se le piacerà che si continui a farne de gli altri in questa città, poiché non vi è altro impedimento che il spianar alcune case di non molta importantia, che nel resto ha tutte le bone qualità che si possono desiderare. Di più le dico che le 14 galee che sono in questa città, compresa una galeota de 22 banchi, ne sono state calcate doi et impegogolate per li chimenti ritrovati (?) li morti et le coperte; et <a queste> così si continuerà a far delle altre con spesa di ducati 200, almeno per quello che dalla [c. 2] esperientia habbiamo, et con speranza che all’aperta tutte possino esser all’ordine et in occasione, con poco tempo, si potranno gettar in acqua, che questo deve esser il fine: di poterle adoperare et haverle pronte per servisene di tutte in un istesso tempo. Et per quanto dicono questi proti, questa sorte di concia<dur> durerà per molto tempo, et se tutte queste galee fossero di una qualità, vi andaria manco spesa et manco tempo; et per quanto dicono questi proti questa sorte di concia durerà per molto tempo et se tutte queste galee fossero di una qualità vi andaria manco spesa e manco tempo, ma perché quattro di esse hanno patito molto, per questa causa si farà più spesa et gli andarà più tempo per conciarle. Di più ho fatto regolar tutti li armizi che al presente si trovano in quest’arsenal, et fatto mettere sopra un solaro in loco sicuro et fresco con dividire a galea per galea tutti li armizi che a fornirle sono necessarie; et trovo che vi sono fornimenti per sei galee, eccetto li albori di una. Ho fatto riveder ancora le artiglierie per queste galee che mancano, et trombe da foco, et balle et trovo ancora che mancano alcuni pezzi a far che siano compitamente fornite. Onde, accioché tutte 14 habbino tutti li suoi prestamenti, ho voluto dar questo aviso minutamente di quello che si attrova a Vostra Serenità, accioché la sia contenta mandar de qui tutto il rimanente del bisogno per tutti li 14 [c. 2v] corpi di galee, compresa la detta galeota. Dicendole, [c. 3 trascrizione] di più, che ho fatto venire a me li otto sopracomiti dalla Canea [sopracomito] et, alla presentia mia, s’ha gettato la sorte quale doverà essere la galea di ogn’un di loro se occorrerà il bisogno dell’armare; et alla lor presenza ho fatto vedere il stato nel qual si ritrovano et gli armizi, et ogn’uno di loro ne ha tolto inventario con promessa di procurar la conservatione d’essi [...] Il medesimo disegno di fare, come sarò in Candia, circa l’augumentare gli arsenale et guarnir le galee, come farò anco, in riveder gli huomini designati per galeotti nel tempo del Clarissimo Foscarini [Giacomo Foscarini], quando andarò per il territorio.