Studi di storia

4 giugno 1583
CH

Nel suo dispaccio, dedicato principalmente alle difficoltà della produzione del salnitro a Creta, Alvise Grimani, provveditore generale in Regno, mette in evidenza la mancanza di legname necessaria anche per questa produzione. Chiede inoltre legnami per la costruzione di magazzini [Chanià, magazzini] avviati in passato dal rettore di Canea Pietro Lando e forse collegati alle fabbriche dell’arsenale.

PTM, b. 510, f. 748, Canea, 4 giugno 1583, Alvise Grimani provveditore generale in Regno.

[c. 1r] Serenissimo Principe. In questo tempo che mi son tratenuto in questa città ho trovato che la Serenità Vostra fece accordo fino del 1581 con Tomaso di Bortholo di Malmignati [Tommaso di Bortolo di Malmignati] a dovere far una quantità di salnitro in questa città et per questo Vostra Serenità ha mandato le caldiere per potersi dar essecutione a questa materia [...] et essendovi in questo paese strettezza grandissima di legna et gran difficoltà in poser condire il terreno per facilitare questo negotio io ho voluto far una isperientia con haver fatto lavorare a 25 opere di angaria una settimana in un bosco a marina sotto la giuridittione del castel Armiro nel quale sono stati tagliate trecento somme di legne che vengono a costare perpero uno et otto quattrini la somma condotta fin in magazino le quali se il salnitraro havesse voluto comprare in questa piazza gli haverianno costato molto più [...].

[c. 1v] di più, ho anco fatto far li fornelli in luogo che avanti hora è stato desginato per questo servitio [del salnitro] qual mi dispiace che non è publico ma si paga fitto et pero è neccessario che la si degni far mandar de qui alla Canea delle chiave di albedo et tavole per coprire alcuni magazini [Chanià, magazzini] a questo destinati per il Clarissimo Lando [...].

[c. 2r] [la prego] mandar dei legnami per questi magazeni, cioè chiave et tavolle, de quali non dico quantità perché, essendo qui molte fabriche dell’arsenale, volti per galee, magazini da biave, artiglierie et altro, bisogna anco che la somma sia molta, et molti chiodi, rimettendomi al prudentissimo giuditio di Vostra Serenità.