Studi di storia

8 novembre 1582
CH

Giovan Domenico Cicogna, rettore di Canea, segnala la prosecuzione della fabbrica dei volti dell’arsenale grazie ai fondi ricevuti, evidenziando la necessità di ulteriori risorse per evitare l’interruzione dei lavori e garantire l’approvvigionamento di materiali, in particolare calcina.

PTM, b. 510, f. 747, Canea, 8 novembre 1582, Giovan Domenico Cicogna rettore di Canea

Serenissimo Principe. Dal Clarissimo signor Hieronimo Barbarigo [Girolamo Barbarigo], destinato capitano in Candia [capitano di Creta], ho ricevuto ducati tremille da lire 6 soldi 4 per ducato, per continuar la fabrica delli volti di questo arsenale, et così non mancarò di diligentia et solecitudine, accioché siano compiti essi volti et data perfettione per il debito fine di essi et di tutto questo arsenale in quanto occorrerà, conforme a gl’ordeni della Serenità Vostra et per il buon servitio publico. Ma bisogna, o che via di Venetia [Venezia] o per via di Candia, mi sia somministrato dinari convenienti al bisogno, accioché non convenga intermetter il lavoriero, sì come mi è stato necessario di fare per il passato, perché li tre mille ducati sudetti saranno spesi in pochi giorni et bisogna dar caparre per calcine, accioché al tempo novo ne possa havere in buona quantità per continuar detta fabrica. Et s’io non haverò modo, come ho detto di sopra, o per via di Venetia o Candia, non potrò far lavorare et tanto manco non potrò prevalere prendendo alcuna somma de denari a cambio, dappoi che si è publicato di qua che la Serenità Vostra ha, con parte dell’Eccellentissimo Senato, prohibito che questo reggimento non possi pigliar alcuna somma de dinari a cambio di sorte tale che, senza l’aggiuto particolar della Serenità Vostra, il tutto resterà sospeso et imperfetto.