Studi di storia

7 aprile 1583
CH

Girolamo Barbarigo, capitano di Creta, segnala la necessità di regolare l’impiego delle angarie nei lavori pubblici di Canea e Rethymno, richiamandosi agli ordini di Giacomo Foscarini e proponendo un confronto con Alvise Grimani, provveditore generale in Regno, per evitare abusi e inefficienze nella gestione della manodopera.

PTM, b. 510, f. 748, Canea, 7 aprile 1583, Girolamo Barbarigo capitano di Creta.

[c. 1v] Ho essortato, se ben non mancano certo con ogni carità, li Clarissimi di Rettimo et di Canea che non perdano questa comodità di angarie, perché quello che si perde un’anno non si può con questa gente, per molte cause, ricuperar l’altro, ma molte con intorno questo maneggio hanno bisogno di qualche regolatione, senza pregiudicar punto a quelle prudentissime fatte dal Clarissimo et Eccellentissimo signor Giacomo Foscarini et confirmate da Vostra Serenità, ma dovendo venir l’Eccellentissimo Grimani non ho voluto far altro, riservandomi di parlarne all’arrivo di sua Signoria Clarissima; la qual regolatione, in somma, doverà essere intorno li escavattori di essi per levarli il modo che, con la loro avaritia o mal proceder, non faccino pregiudizio alla Serenità Vostra, et a questi poverini non diano mala satisfattione.