21 gennaio 1577
CH
Dispaccio di Angelo Barozzi, rettore di Canea. Informa sull’armamento delle galee per l’anno in corso e della decisione di Giacomo Foscarini [provveditore generale in Regno, sindico e inquisitore] di aggiungere due volti (ciascuno per due galee) a quelli esistenti; chiede l’invio dei materiali necessari alla copertura di due volti al momento scoperti. Dispaccio parzialmente in cifra con allegata trascrizione in chiaro.
PTM, b. 505, f. 738, Canea, 21 gennaio 1576 m.v. (1577), Angelo Barocci rettore di Canea.
[c. 1r trascrizione] Ha sua Signoria Illustrissima [Giacomo Foscarini] dato principio a far lavorar in queste fosse appresso il belloardo Schiavo, che ne ha maggior bisogno, et con il terreno che si cava vuole che si finiscano li piccoli cavallieri di già principiati. Et di più, ha sua Eccellenza terminato, secondo l’ordine di Vostra Serenità, di metter in punto oltra le dieci galee che si armano ogn’anno in questo regno, altre 25, per otto delle quali che toccano a questa città ha eletto li governatori et a cadauno di essi [ha] consignato la sua galea et gli assignarà li officiali col trattenimento, secondo il voler di Vostra Serenità, et il suo numero di galeotti per rollo, a fine che habbiano di esse la cura et siano pronti nelle occasioni, come per me credo che non mancaranno, per esser stati eletti li principali di questa città li già esperimentati et che a concorrentia si hanno offerto con molta prontezza per ben servir la Serenità Vostra in fine per [c. 1v trascrizione] commodità di queste galee et di parte di quelle che si adoperano a Rettimo [Rethymno]. Sua Signoria Illustrissima ha terminato di aggiunger altri dui volti per quatro galee a quest’arsenale dalla parte verso levante, per il coperto de quali mi ha commesso che ricordi a Vostra Serenità, come faccio riverentemente, altretanti legnami quanti che per mie de 14 ottobre le ricercai per li dui volti che sono hoggidi in esser con quatro galee al discoperto, et sono come per la occlusa lista, con aggiungervi le braghe di ferro per queste dui volti che si hanno da fare, essendo de qui quelle che bisognano per li dui che sono in essere. Vuole ancora Sua Eccellenza [Giacomo Foscarini] che immediate si facciano alcuni magazeni dalla parte di ponente al molo, per la vettovaglie che vengono mandate dalla Serenità Vostra et per uso di detto arsenale, al cui governo ha destinato uno di questi nobeli veneti con l’istesse obligationi che ha il patron dell’arsenale di Candia [patron dell’arsenale di Candia] ; et perché in questo arsenale vi sono oltre dui galeotte, corpi undeci di galee, che servono per l’ordinario et estraordinario di questa città, per l’estraordinaria di Rettimo, et serviranno per li sudetti otto governatori, ma essendo per il più sfornite d’armizi et altro et nude di tutti gli appartamenti di dentro, sua Eccellenza mi ha commesso che mandi la lista di tutto quello che manca supplicando humilmente la Serenità Vostra a dar ordine che me ne sia quanto prima provisto per non interromper o raffreddar così bona opera, laudata da tutti et più tosto con avvantaggio [c.2r trascrizione] massime di tavole, chiave di larese et di palamenti, che si consumano et si rompeno ogni giorno, et questo arsenale è sforzato sumministrar di quanto manca alle galee che vengono et partono di quest’isola per servitio della Serenità Vostra. Si è di più contentata sua Signoria Illustrissima [c. 2r dispaccio] che si dia principio a conzar le saline, a compir la piazza principiata e non finita l’anno passato per riffar, con l’aiuto di Dio, il danno poco avanti patito per causa delle pioggie di luglio; et per haver modo de salvar di tempo in tempo di sali che si sumaranno, è forza far questa quadragiesima un’altro magazeno appresso quelli che sono nelle dette saline, nelle qual’opere di molte importanza vi andarà della spesa assai et haverò molto bisogno dell’aiuto della Serenità Vostra con tutto che, per il poco tempo c’ho da star qui, Vostra Serenità resti sicura che’io non sparagnarò, secondo il solito mio, né fattica né diligenza perché le opere sudette restino ben fatte e con il maggior avantaggio possibile della Sublimità Vostra nella cui buona gratia mi offero e raccomando riverentamente.
Dalla Canea a XXI di genaro 1576.
Anzolo Barocci rettor.