13 agosto 1580
CH
data inferita
Luca Michiel, provveditore generale in Regno per la seconda volta, nella sua relazione letta in Senato il 13 agosto 1580 propone ampliamenti degli arsenali di Candia e Canea. Sottolinea la necessità di garantire la praticabilità dei porti, necessaria sia per la difesa sia per il commercio. Una nota del 1582 segnala che una copia di questa relazione e di quella di Giacomo Foscarini, furono consegnate per ordine del Collegio ad Alvise Grimani allora in partenza come provveditore generale in Regno.
Relazioni, b. 78, cc. 308-360 (con numerazione doppia e discontinua), Luca Michiel provveditore generale, 1580 (Gerola IV, 127 e nota 9).
[c. 310r] Piacque alla Serenità Vostra et alle Vostre Signorie Illustrissime et Eccellentissime, Serenissimo Principe et Eccellentissimi Signori, di eleggermi l’anno 1577 per provveditor generale al Regno di Candia la seconda volta et di espedirmi a quel viaggio il mese di settembre del medesimo anno. Ha piaciuto alla bontà di Dio ch’io sia ritornato hora a i suoi piedi, dopo trentacinque mesi [...]. [c. 310v] et però io tratterò solamente di quelle cose che si appartengono al maneggio c’ho avuto io, le quali propriamente sono di guerra, di fortezze, di offese et difese, di militia et di cose da queste dipendenti, con far qualce mentione del stato nel quale ho lasciato quel Regno […] suplicando la Serenità Vostra che non solo, con la solita benignità sua, si degni di darmi orecchie, ma si contenti ancora di mettere le cose che son per dire in quella consideratione che ricerca non solo la sicurtà ma la dignità di questa Repubblica […] poiché io, suo vero servitor et rappresentante, intendo di sigillar tante mie fatiche fatte quasi dodici anni continui per diversi carichi havuti da voi in quel Regno […]. [c. 333v] et per lo armar di tante galee descritte et rolate, et ciurme necessarie, io sarei di opinione che fossero mandati in quel suo Regno tanti corpi di galee, senza far altro disegno sopra quelli che vi sono, et mandarli buoni et armati di core[d]i (?) di tutto punto. Et per accomodarli in terra fossero fatti quei più volti che si potessero nell’arsenal et porto [Heraklion, porto] proprio di Candia, dove vi è luogo assai commodo, né si haverebbe da far altro che gettare a terra una casa ch’è pur di Vostra Serenità la qual non serve che de habitatione per un consigliero et impedisse, si può dir, la più commoda parte di quel porto et arsenale. Alla Canea si farebbono anco tre et quattro più volti che gli undeci che sono in quello arsenale, con gran facilità et poca spesa essendo contigue a lui certe casette di niuno [c. 334r] o poco prezzo, il qual effettto farebbe senza niuna dubitatione il migliore et il maggior servitio che possa havere in simil proposito questa Repubblica sì perché, ad un solo aviso di Costantinopoli, si potriano armar queste et con l’armarle levar di quelle genti c’ho poco fa detto, et levandoli causar la sicurtà narrata, sì ancora perché non si haverebbe da temere che, innanzi l’uscir di Costantinopoli di tutta l’armata, di subitaneo nemico ne venisse una parte antecipatamente per impedir il mandare di corpi di galee in Candia, che pur sono necessarissimi d’esser mandati à tempo di bisogno. Et a questo modo si avanzerebbe il tempo et la sicurtà et la facilità et la riputatione. [...] Et è poi grandemente necessario lo attendere alla cavatione de i porti di Candia et della Canea [Chanià, porto], i quali vanno munendosi ogni giorno più, perché si potessero maneggiare [c. 334v] le suddette galee et delle altre tenire in sicuro, al tempo di bisogno, sì ancora per mantener et accrescere il comercio di navi et vasselli paesani et forestieri poi chè, dove già in Candia le navi, per grandi che fossero, solevano accostrasi con la sponda alla riva, nè havevano da metter scala, hora, per vuode et picciole che siano, hanno bisogno di scala et quando pescano più di dodeci piedi bisogna che usciscano et vadano alla Fraschia per finir il carico con barche, et così quando vengono [...] di modo che, peggiorando sempre, dico che questo [porto] in particolare ha bisogno di esser cavato in diverse parte, per evidente beneficio di quella città et di tutto il Regno. Et per coprirlo [proteggerlo] poi da i tiri [di artiglieria] della eminentia di Santa Veneranda [Heraklion, monte di Santa Veneranda] che lo predomina, et assicurar i vasselli che si trovano in esso, a tempo che lo inimico fosse in campagna, et per coprire anco una parte de i volti dell’arsenale, che restano scoperti, è necessario alzar la strada alle [c. 335r] spalle di esso arsenale passa due almeno et allargarla ancora.