Studi di storia

17 aprile 1589
E data inferita

Giovanni Mocenigo, già capitano di Creta, espone ora i provvedimenti presi in veste di provveditore generale in Regno.1 A partire da una stretta relazione tra arsenali e difesa del Regno, e con l’obiettivo, in caso di necessità, di poter armare in Creta almeno 50 galee, Mocenigo ritiene importante l’ampliamento degli arsenali ma fondamentale la conservazione e la promozione del lavoro delle maestranze che, per mancanza di opportunità, abbandonano l’isola.

Relazioni, b. 79, Giovanni Mocenigo provveditore generale in Regno, 1589 (Gerola IV, 127 e passim; Spanakis 1940).

[c. 3] Candia [...] è la più nobile delle altre Città di quel Regno, così anche ha la fortezza di piazza reale [Heraklion, mura], con un porto [Heraklion, porto] capace per armata, quando sia cavato et nettato; et con un arsenale di XIII, volti coperti, oltre li sei, delli quali sono stati gettati li fondamenti. [...] Rethimo non ha arsenale et non ha neanche porto più che per una galea la qual vi può stare poco sicuramente con vento da Tramontana. Ha la fortezza fabbricata di nuovo la quale per opinion mia non era necessaria […]. [c. 3v] La Canea va per dignità innanzi alle altre città del Regno, dopo Candia, alla quale seben cede, come a metropoli et come a quella ch’è di maggior piazza, pare non dimeno che contenda seco per l’importanza della fortezza et per il porto et per l’arsenale più grande.

[c.77r] Cade in considerazione della difesa dell’isola di Candia la materia degli arsenali et delle maestranze et quella dei porti; le quali havendo tanta relatione quanta hanno a quella dell’Armare et à quella delle galee, parmi a proposito trattare in questo luogo.

Due arsenali ha la Signoria Vostra in questo Regno, l’uno in Candia et l’altro alla Canea, ambidue entro il circuito di quei porti. Quello di Candia ha 13 volti forniti et coperti et 6 discoperti che furono principiati dal Clarissimo mio precessore et fondati in mare dietro al porto et all’arsenal vecchio dalla parte di levante. Quello della Canea ha volti 15 tutti coperti per la diligenza massimamente del Clarissimo Signor Giovan Domenico Cicogna il quale in questa importantissima opera ha applicato grandissimo studio con molto avantaggio et sparagno del danaro di Vostra Signoria nel servitio della quale è stato certamente fruttuosissimo in tutte le occasioni nel lungo tempo che gli è toccato stare à quel governo essendo anche stato essattissimo osservatore delle leggi et ordini della Serenità Vostra.

Nel medesimo arsenal della Canea si trova di più un volto discoperto il quale pare anche esser corto et incapace di uno arsil di galea. In questi arsenali si trovano 27 galee in tutto cioè 13 in quelli di Candia et 14 in quello della Canea abbattutane una ch’io feci disfare l’anno 1586 perché, oltre che ella era vecchia e marza, era anche tutta fracassata per esserle caduto sopra il volto, si come di tutto diedi conto a Vostra Serenità.

[c. 78] Hora essendosi detto innanzi che in tempo di guerra si potria et si doveria armar 50 galee in quela isola, tornerà molto ben a provveder che vi si potessero havere anche li vasselli apparecchiati con tutti li loro prestamenti senza che si havesse à tempo del bisogno à pensar di mandarveli da questa città, il che non potria farsi se non tardamente et con molto disturbo et incommodità, però io laudarei che si procurasse di aggrandire e l’uno e l’altro di quei arsenali acciocché fossero capaci di detti 50 arsili ò di quel maggior numero di essi che fosse possibile.

Et perciò raccordo riverentemente che poiché si è sostenuta tanta spesa e fatica nelli 6 volti principiati, come dissi, in Candia, sarà ben a finirli per potersene prevalere. Oltre questi vi è luogo da porterne fabricare altri otto fra la scala di esso arsenale [Heraklion, scala dell’arsenale] et la porta del molo, [Heraklion, porta del Molo] et è stimato il più opportuno et di manco spesa di tutti gli altri che possano cader in considerazione per questo bisogno: perché ha fondamento buono et vi è poco terreno da cavare et poche case vi sono da gettare a basso et quelle anco di poco valore per esser vecchie et ruinose; et la materia che si cavarebbe dalla rovina loro pagarebbe il fondi, di modo che, per il calcolo fatto, non si verrebbe a spendere à fornirli del tutto più di 8mila ducati, compresine anche 2mila per il pagamento delle case che andassero rovinate: la qual tutta spesa non arrivarà di gran lunga alla somma di quella che è stata fatta nel fondar solamente li 6 principiati perché, per esser stati fondati in mare, con tutto l’avantaggio e con tutta la diligenza che vi ha posto il [c. 78v] mio precessore, non vi ha potuto spender meno di 20 mila ducati.

Et perché accrescendosi li volti et il numero degli arsili in quelli arsenali necessariamente bisognerebbe accrescere anche li prestamenti, tornarebbe a proposito, per haver magazeni [Heraklion, magazzini] commodi da riponerli et conservarli, che si pigliasse quel cortile che è come un serraglio dove hora sono le habitationi delli Clarissimi consiglieri [Heraklion, case dei consiglieri] et insieme anche alcune case ad esso arsenale contigue [...]. Et di questo modo, oltre che si veneria ad havere un luogo molto a proposito per sborar le vele et gli armizi nel cortile predetto, et per farvi magazeni da remi che sono necessarissimi, si potria anche ridurre il detto arsenale come in isola, il che a me pare che si doverebbe fare in ogni modo per assicurare, come si conviene, un luogo tanto importante.

Essendo poi le maestranze l’anima, per così dire, de gli arsenali, è da provvedere di poterne havere in occasione di fare gagliarda armata, un numero sufficiente, così per acconciar li vasselli li quali, per ordinario, sempre che occorre gettarli in aqua ne hanno bisogno, et massimamente dell’opera di calafatti, come per mettervene sopra al servitio loro quando si armano. Et in questo si deve poner tanto maggior cura, quantoché, in effetto, le dette maestranze vanno mancando assai in quel Regno [...] [c. 79r] ché al presente si fabricano pochissimi vasseli, onde esse maestranze, vedendosi ristrette le occasioni di essercitar l’arte loro, vanno con altro modo procacciandosi il vivere et passano in altri paesi, et per il più a Costantinopoli dove le arti vagliono bene et il denaro corre largamente. [...] Et perciò crederei che fossi molto utile et molto opportuno l’introdur un numero di maestranze in quelli arsenali come XVI marangoni et X calafati et 6 remeri almeno per cadaun arsenale, con salario di 3 perperi al giorno per uno, i giorni da lavoro la estate, et di due perperi e mezzo la invernata: che venirebbe ad esser circa 20 et 24 soldi al giorno per uno; potendo però essi lavorar anche a particolari, quando ne havessero l’occasione, et dovendo i giorni che non lavorassero per la Serenità Vostra esser puntati nel modo che si usa nell’arsenale di questa città [Venezia, Arsenale]. Et acciò che havessero tanto più largo campo da impiegar l’opera loto, et ch’ella fosse tanto più fruttuosa, mi piaceria che s’introducesse il fabricar da nuovo una galea nell’ [c. 79v] arsenal di Candia et una un quello della Canea, nel qual effetto [...] venirebbero ad haver un continuo et sicuro trattenimento che invitaria molti ad applicarsi a quei mestieri; per il che anco vorrei che li maestri havessero cadauno il suo garzone, con salario di mezo perpero al giorno quelli che fossero dalli X fin alli XII anni, et di un perpero quelli che fossero dalli XII fin alli XVI et che havesero lavorato con li loro maestri due anni in essi arsenali et di là in suso, di un perpero e mezo quelli che vi havessero lavorato 4 anni; fra tanto poi, che fatta la prova et approbati che fossero con ballottatione delli Clarissimi reggimenti et provveditori generali, potessero come maestri havere il maggior soldo. Havendo detto quanto mi è occorso d’intorno a gli arsenali et alle maestranze segue ch’io parli dei porti.

  1. Segretario alle voci S, reg. 5, c. 139, eletto l’11 marzo 1585 Giovanni Mocenigo q. Andrea. Nuovamente eletto poco dopo alla stessa carica: cf. infra.