Studi di storia

1608
E data inferita

Nicolò Sagredo, provveditore generale in Regno, afferma nella sua relazione di aver completato a Candia due volti gia avviati dai suoi predecessori e sostiene la necessità di costruirne altri dove ora si trova la sede dei consiglieri [Heraklion, case dei consiglieri] del duca di Candia. Non ha potuto proseguire i lavori agli arsenali Nuovi di Canea né perfezionare quelli già avviati presso i Vecchi, ma accenna alla possibilità di reimpiegare i materiali lignei per l’armatura delle volte dal momento che gli arsenali di Candia e Canea hanno le stesse dimensioni.

Relazioni b. 79, cc. 1-48, Nicolò Sagredo provveditore generale, 1608 (Gerola IV, 131; 136).

[c. 5v] La Serenità Vostra mi diede in commissione ch’io dovessi finir al tutto li arsenali [di Candia?] et che per effettuare opera tale io dovessi spendere di ogni sorte di danaro parendole, come così è ceramente, che questa fusse materia la più importante et necessaria di tutte, perché volendo le Eccellenze Vostre tener un buon corpo di galee in Candia, il mandarle in quel Regno senz’haver modo di tenerle al coperto era cosa infruttuosa et di pubblico dispendio marcendosi li corpi; il vivo per le biscie et il morto per le piogge et per il sole. Trovai che vi erano in Candia 17 volti fatti cioè 13 finiti già molto tempo et sei principati dallo Eccellentissimo Grimani [Alvise Grimani] fin l’anno 1582. Di questi fu continuata la opera dall’Eccellentissimo Moro [Benedetto Moro], et ne ridusse dui a perfettione: mi posi con ogni studio a far li altri 4 et con incredibile fatica come qiacque al Signor Dio, non mi sono partito de Candia che restarono finiti del tutto, in tanto che hora hanno le Eccellenze Vostre nella città de Candia 18 volti con le loro 18 galee al coperto et ogni uno di essi ha li suoi restelli che impediscono che alcuno non può entrar in esso arsenal se non per la porta. Uno che finisse al numero de 19 è ripieno di arbori et antenne [c. 6] per bisogno delle galee che si armano et di quelle anco che stanno alla guardia di quel Regno, né per la strettezza di quell’arsenale v’è altro luogo dove riponer questi apprestamenti, se non si deliberasse di allargarlo dove sono le case abitate dai Clarissimi Signori consiglieri le quali sono nel mezo dell’arsenale et lo dividono quasi per giusta metà con incommodo et molto pericolo delli remi, armizi che vi sono sotto et appresso per accidenti di fuoco, di aque et immonditie ancora che da quella parte molte volte colano nell’arsenale; oltre che anco questo non fa benefitio alcuno al porto. Haverei desiderato poter fabricar ancora li cinque volti di quello della Canea ma non ho potuto divide le mie forze in tante parti essendo mancato anco de vita il Clarissimo Signor Andrea Renier rettor [Andrea Renier, rettore di Canea] di quella città nella quale ho lasciato sotto quelli arsenali 17 corpi di galea al coperto. Dui altri volti erano preparati per poner ancora due galee; altre due restano al discoperto in aqua esposte all’ingiuria del tempo; et se bene l’Eccellentissimo Signor mio successore havea pensiero di farne quel maggior rimedio che potrà [...] Hanno adunque in quel Regno l’Eccellenze Vostre 39 galee et possono comprender che s’io non poneva estraordinaria diligenza nella fabbrica delli quattro [c. 6v] de Candia, sariano restate in acqua sei delle ditte galee a consumarsi per le biscie, per la pioggi et per il sole. In questa opera ho speso tutto il tempo che mi è avanzato dall’armar et espedir galee del Regno et dalli altri negotii commessimi dalle Eccellenze Vostre. Sono questi volti dell’arsenal di Candia tutti de pietra viva sicuri dal fuoco (che Dio guardi) che se si acendesse in una galea come già molto tempo è successo, non può penetrar all’altro volto, né il volto istesso può patire come si è veduto per esperienza al’hora che arse una galea tutta essendosi acceso il fuoco mentre di brusava senza danno del volto [...]. Ho per commissione dell’Eccellenze Vostre accresciuto il numero delli marangoni, calafati et remeri facendo ritornare questa sorte d’huomini a rihabitar in Candia, ch’erano dispersi non solo nel Regno, ma molti ancor fuor di essi in paesi esterni il qual servitio ho stimato ottimo et importante [...]. [c. 7r] Ho fatto levare una galea la quale ho lasciato imboscata per li due terzi et spero che per la diligenza dell’Eccellentissimo mio successore sarà finita con non molto tempo quando di qua li siano mandato quelli legnami et apprestamenti per finirla che non si possono haver in quelle parti de’ quali ne ho portato particolar nota [...] Et nel far li sesti per armature delli volti ho posto in lavoro più di seimille tavole et ho procurato di conservar tutti li sesti delli volti finiti che essendo di una istessa misura con quelli della Canea serviranno [c. 7v] anco per essi con risparmio di 4 mila tavole; et è necessario ritornar a fornir quelle munitioni: ho conservato anco dodeci caselli intatti tutti di armizi et robbe nuove per l’armar delle galee [...].

[c. 8r] Ho osservato che in alcuna parte di quel porto, [Heraklion, porto] spetialmente verso la porta dell’arsenale, vi è sotto il sasso vivo che, quando le acque sono basse et le galee cariche di huomini et due monitioni, impedisce che non possano accostarsi a quella parte di arsenale sì che, per consequenza, il porto riesce minore del bisogno; né credo che si possa per hora farvi alcun rimedio poi che il sasso overo placa, come chiamano, è cinque in sei piedi sotto l’acqua, con tempo però si potrà trovar qualche ingegno per dar fondo anco al porto in quella parte [...].