Studi di storia

10 febbraio 1577
E

Giacomo Foscarini [provveditore generale in Regno, sindico e inquisitore] segnala la carenza di volti negli arsenali a Creta perciò dispone interventi a questo riguardo a Canea e l’aggiunta di quattro nuovi volti anche a Candia. Dispaccio parzialmente in cifra con allegata trascrizione in chiaro.

PTM, b. 505, f. 738, Candia, cc.nn. [cc.1r-3 cifra; cc. 1-4 trascrizione] 10 febbraio 1576 m.v. (1577), Giacomo Foscarini provveditore generale in Regno e inquisitore in Candia.

[trascrizione 2r] Al mio partir dalla Canea lassai del tutto espedito quello che accorreva fare per le otto galee che, del numero delle 25 che si hanno da tener a d’ordine toccano a quella città, essendo stati eletti oltra li governatori di esse, come scrissi, anco li loro (?) officiali et marinari et descritte similmente le genti, si come son avisato che era stato effettuato [trascrizione 3r] anco a Rettimo [Rethymno] per il numero che tocca a quella città, non li restando da fare altro che di scriver le genti che si farano prima ma in questa città, se ben ho trovato ch’era sta fatto elettione delli undeci governatori per qua (?) et delli dui per Scithia [Sitia]; non è pero finito di fare quanto restava, anzi, è necessario che tra la mia elettione sia regolata perché, oltra che in essa vi sono concorsi di quelli che per poca età erano incapaci et altri che hanno in dubbio la nobiltà, et sono medesimamente stati eletti alcuni che erano già destinati per sopracomiti, è stato anco ballotato qualc’uno di questi camerlenghi [camerlenghi di Candia], onde nasce che’alcuni delli eletti che, per il longo servitio prestato a Vostra Serenità in questo essercitio et specialmente tutta la guerra passata, si reputano degni di questi honorato grado, senteno con disgusto che fra essi vi sia alcuno inesperto et poco atto, et ch’altri pari loro che medesimamente hanno servito in armata tutta la guerra passata siano lassati fuori per il che farò regolar nella persona di tre o quatro questo disordine, che veramente giudico importante, et dar essecutione nel resto a tutto quello che manca, essendosi fra tanto data in nota la marinarezza, della qual si farà l’elettione giusta li ordeni et si descriverano anco le genti da remo se ben, torno a dir a Vostra Serenità, che non si trovano [trascrizione c. 4] in questo Regno tanti corpi di galea quanti bisognerebbeno per quest’effetto, come per altre mie le ho scritto, ne manco in questi arsenali vi sono volti abastanza per capirli et conservarli: per il che, si come ho proveduto in quello della Canea di loco per altre 4 galee, oltra le 11 che vi staranno commode quando li volti scoperti siano racconciati, non si può far senza l’aiuto delli legnami ricercatili <li> già. Così dapoi che sono tornato qua, ho più volte discorso con la presentia et consiglio di questi Clarissimi rettori del loco dove in quest’arsenale si potesseno aggionger altri 4 volti et, se ben per la stretezza vi si trovano molte difficultà, con tutto ciò mi sforcierò [trascrizione c. 5] in quanto potrò che per questo numero siano superate, <le> nel che vi metterò ogni pensiero. Non volendo anco restar de dirle che, havendo le continue fortune danificato (sic) molto questo castello et il molo, che sono esposti verso tramontana, hano l’uno et l’altro estremo bisogno di esser raconciati, havendo la furia del mare non solo rovinato gran parte del spiron che era per diffesa del castello [Heraklion, castello del Molo], ma levati anco di sotto la fondamenta quadroni grossissimi di pietre, con manifesto pericolo di rovinar il resto di esso castello et molo; et il porto ancora, il quale levato il sopradetto spiron, che (?) alla rive (?) va dalla bocca le aque <sorbi> torbide et li sabioni portati dal mare, si anderebbe visibilmente di giorno in giorno atterando. Il rimedio è necessarissimo, al qual attenderò con ogni diligentia se le tante cose che si hanno da fare et le generali difficoltà che sono qua ordinarie, in tutto rallentano et fanno riuscir lunga et difficile ogni opera per importante che sia.