20 marzo 1571
CH
Il dispaccio di Marin Cavalli, appena giunto a Canea come provveditore generale in Regno,1 riporta considerazioni che chiariscono la rete di relazioni che legano il governo dell’isola ai domini veneziani di Levante e alla situazione militare di quel momento (guerra di Cipro). Giunto in città, ha ispezionato le difese insieme a Latino Orsini, trovandole incomplete, e ha avviato interventi urgenti e preparativi logistici. Segnala difficoltà nel reclutamento delle ciurme e nell’organizzazione delle galee; riferisce sui movimenti di alcuni comandanti e sul soccorso di Famagosta; annuncia infine il suo trasferimento a Candia e sollecita l’invio di truppe, artiglierie e vettovaglie per la difesa dell’isola.
PTM, b. 501, f. 730, cc. nn. [c. 1r-3v], Canea, 20 marzo 1571, Marin Cavalli, provveditore generale in Regno.
[c. 1r] Serenissimo Principe. Dalla Zeffalonia [Cefalonia] scrissi alla Serenità Vostra, insieme con il Clarissimo duca [duca di Candia], il viaggio nostro fin li; dapoi ne hanno così favorito li buoni tempo che heri mattina giongessimo sopra questa città, talche, essendo stati tre giorni sopra Corfù in bonazza et tre giorni sopra ca[p]o Spada [capo Spada] per la medesima causa, in tutto in sedeci giorni, habbiamo finito il nostro viaggio. Dio faccia che alle navi et alli pressidii che doppo ne deveno venire in questo Regno sia data, come spero, simile prospera navigatione. Essendo questa città la porta di tutta questa isola, mi ha parso smontar prima qua con il signor Governator Ursino [Latino Orsini] per vedere in che termine la si attrova et per provedere, per quel tempo che si ha, alle più necessarie cose che occorreno, lassando andar il Clarissimo duca in Candia con le navi; et invero, habbiamo ritrovato questa città molto ben cinta di muraglia [Heraklion, mura] ma la fossa molto imperfettamente cavata, et manco della metà di essa diffesa dalli fianchi per li [c. 1v] diversi pareri di quelli che, in diversi tempi, hanno ordinato; talche, oltra la imperfettion di essa, vi è la iattura della spesa, essendo state ruinate molte cose già perfette; attenderò accrescendo, quanto più potrò, il numero delle opere al cavamento della fossa et al fiancheggiarla quanto più sarà possibile, et quando Dio ne concedi gratia che quest’anno non habbiamo maggior bisogno, attenderò alle altre cose manco necessarie et che ricercano maggior tempo; vederò il porto della Suda [Suda, porto] et, col parere del sopradetto signor governator Ursino, guidicando che si possi prohibire il smontar alli nemici, si daranno quelli ordeni di cavallaria et di genti a piede che potremo maggiori. Ho dato ordine che si facciano sei forni di più in questa città et provisto di operarii per biscotto; ho lasciato anco danari in questa Camera per l’armar delle galie, le quali, per quanto sono informato, saranno in tutto di questo loco [c. 2r] al numero di undese. È stato buttado ruodolo per armar le quarantauna galia sopra la descrition di questo regno per le opere che sono obligade alla fabrica, che è ruodolo vecchio et molto diverso da quello che bisognerebbe, perché molti vecchi et molti puti sono atti al lavorar alla fabrica che non sono atti al remo però, da ogni uno mi viene affermato che si haverà molta difficultà a novar (?) con questo ordine tutte le ciurme che bisogneranno, anco che se ne pigliasse di quelli che non sono così atti, userò tutta la diligentia possibile acciò che il voler della Serenità Vostra sia essequito et in qual maggior numero che si potrà. Le galee di mezza paga sono state tutto questo inverno disarmate, et non hanno atteso all’obligo chel Clarissimo General Zane [Girolamo Zane (?)] gli diede del lavorar alla fabrica tutto questo inverno; con tutto ciò, per haver le dodese galee [c. 2v] che andorno al soccorso di Famagosta, fu forza questo gennaro darli dieci paghe, tal che sono state pagate per quattro mesi a mezza paga, hora mo anderanno in galea con le quattro paghe ordinarie. Ho trovato qui il Clarissimo General Venier [Sebastiano Venier] che gionse di Candia poco avanti che giongessi io, et hora si parte per Corfù accompagnato dal Clarissimo Proveditor Querini con sette galee; è vero che ha detto che da Cerigo o da Modon [Modone] rimanderà il Clarissimo Proveditor predetto con altre quattro galee in driedo, et lui anderà sopra la galea del Clarissimo Santo Tron, dove hora si attrova, et con un’altra di lungo a Corfù. Io, dati quelli ordeni che bisogneranno per il presto armar, per la reparation di questo loco, per la vittuaria, et per ogni altra cosa che occorresse, che sarà fra quattro o cinque [c. 3r] giorni, me ne anderò in Candia et farò il medesimo lì con quella diligentia che il tempo et il bisogno ricerca. La Serenità haverà inteso dalle lettere del Clarissimo Proveditor Querini [Querini, famiglia], l’honorata fattion fatta dalla sua Magnificenza et dal Clarissimo Capitanio al Colfo Tron del soccorrer Famagosta, il che al mio giudicio è stato così preclaro fatto quanto già molti anni sia successo. Il soccorrer una città assediata da mare et da terra, lontana tanto quanto è Famagosta, è cosa reputata da ogn’uno difficile; farlo mò con 12 galee sottil et quattro navi, da mezzo inverno, è stata difficilissima, ma non solo il portare tutto il soccorso in regno nella terra assediata, ma prender gli aggiuti che di Soria [Siria] andavano alli nemici, et convertirli in uso et beneficio delli obsessi, con molto danno di chi se li ha voluto opponere, certo si può reputar fattion segnalatissima et favorita della maesta di Dio, la qual [c. 3v] si degni il presente anno et tutti li altri sempre aspirar et protegger le cose della Serenità Vostra, si come alla giustizia sua si conviene. Non resterò per il molto bisogno et necessità della diffesa di questa isola supplicar alla Serenità Vostra che, per dignità sua et per reputation di tutta la cristianità, la faccia solecitar el mandar le genti, bombardieri, frumenti et altro deliberato dall’Eccellentissimo Senato. Aspetto con desiderio il collonello Lignon [Lignon, colonello] per il governo di questa città, poi che il signor Alvise Martinengo è andato in Cipro, se ben el collonello Moretto Calavrese [Moretto Calabrese] è restato in Candia con molta mia satisfattione. Gratie.
Dalla Cania a XX di Marzo MDLXXI.
Marin di Cavalli Kavalier Proveditor general del regno di Candia.
- Segretario alle voci S, reg. 4, c. 94: eletto provveditore generale in Regno il 7 gennaio 1570 m.v. (1571) Marino Cavalli cavalier. Sua relazione in BMCVe, Cicogna 3558. Personaliltà di grande spessore e diplomatico di alto profilo, cf. Olivieri 1979. ↩