14 ottobre 1576
CH
Il dispaccio di Angelo Barozzi, rettore di Canea,1 illustra i lavori che si stanno conducendo contemporaneamente alla Suda, alle mura di Canea [Chanià, mura] e agli arsenali della stessa città evidenziando le ragioni che spingono i rettori a richiedere continuamente materiali. Dispaccio parzialmente in cifra con allegata trascrizione in chiaro.
PTM, b. 505, f. 738, Canea, 14 ottobre 1576, Angelo Barozzi rettore di Canea.
[c. 1v] Li cinque volti dell’arsenale sono del tutto riparati et coperti, et di già ho preparato legnami et pegole per acconzar le sette galee che sono sotto essi volti, quando dalla Serenità Vostra mi sia mandato il ferro, pironi et stoppa che per le sudette mie de 9 riverentemente le ricercai, a fine che in ogni occasione la Sublimità Vostra si possa servir di dette galee. Restano gl’altri due volti scoperti con quattro buone galee esposte ad ogni incommodo di tempo, li qual si copriranno facilmente con la commodità di coppi che si fanno de qui, quando la Serenità Vostra si degni farmi mandar li legnami descritti nella inclusa nota, che mi sono ricercati per tal’effetto da questi protti. Nelli alloggiamenti de soldati s’è fatto da tre mesi in qua assai poco essendo questi nobili et cittadini persi d’animo per il mancamento de’ legnami poi che non compareno quelli che l’Eccellentisimo Proveditor generale2 [provveditore generale in Regno] gli promesse che dalla Serenità Vostra gli sariano mandati; et io, di ordine di Sua Signoria Illustrissima, ho imprestato alli proveditori di essi alloggiamenti circa tavole tre mille et chiave ducento cinquanta, de ragione della Sublimità Vostra, et altre chiave 200 ho mandato alla porporella per far zatare in modo che, con le chiave et tavole adoperate nelli volti dell’arsenale, nella galea ordinaria et estraordinaria di questa città, nell’estraordinaria apparecchiata quest’anno per Rethimo [Rethymno] et nelle scalle per il cavalliere Santa Lucia [Chanià, cavaliere Santa Lucia], mi trovo haver espeditto tutti li legnami della nave Bonalda et sono per restar assai discommodo se li proveditori sudetti non havranno modo di restituirmi quello che gli ho prestato.