Studi di storia

10 dicembre 1559
CH

Relazione di Daniele Venier, rettore di Canea (presentata dopo una permanenza in città di due anni e nove mesi)1 il quale, insieme alla relazione, presenta un “modello” della città e riferisce delle condizioni del porto. Per l’arsenale propone di realizzare quattro nuovi volti in continuità con i tre esistenti oppure a San Salvador [Chanià, San Salvador]; occorrerà acquistare il terreno sul quale realizzare i nuovi edifici: nel primo caso le case di proprietà Vizzamano [Chanià, casa Vizzamano] [Vizzamano, famiglia] e una chiesa greca [Chanià, chiesa greca]; nel secondo un orto di proprietà dei padri di San Francesco [Chanià, orto dei Francescani].

Relazioni b. 83, n. 272, cc. nn. [cc. 1-7], autografa, Daniele Venier rettore di Canea, 1559; copia in Relazioni, b. 62, to. 1, cc. 80-85 (Gerola IV, 140).

[c. 1] Essendo io stato, Serenissimo Principe, Illustrissimi miei Signori, suo rettor alla Canea per mesi trentatré, le referirò tutto quelle cose iudicarò degne di saputa di Vostra Serenità con quella brevità et sincerità ch’è stato sempre costume di casa nostra.

Et havendo ha parlar di fortezza, ho giudicato necesario presentar a piedi di Vostra Serenità il presente modello, il qual è giustissimo sì nel termine che la cità si ritrova, come ancho ha da esser. Dirò adonque che la bocha di questo porto [Chanià, porto] è largo passa cinquanta, profondo 6 - 7 et 8 ponente, levante passa 320 in circa, ostro e tramontana passa 150 imparte [et] parte mancho, profondo passa 3 - 4 e 5 per il più rocha over saso, non atta esser cavata, e in parte si potrà qualche pie cavar et ho lasato al magnifico mio succesor per far [fabricar] tal efetto, in cassa perperi undese millia in circa e questo servicio, Principe Serenisimo, è necesarissimo farsi perché sa benissimo la prudencia della Serenità Vostra quanto l’importi haver un porto per salvar 25-30 gallee a questi tempi. Sono in questo locho, come veda [vedrà] la Serenità Vostra, tre volti da galee con li suoi magazeni per li suoi fornimenti, e ancho tereno per farne altri quattro, vero che bisogneria spender da ducati 1500 in circa per pagar una casa delli Vizamano con una chiesiola grecha e doi piccol casete, ma sariano [c. 1v] continui e comodi alli altri. Li è ancho modo, Serenissimo Principe, di farne altri quattro in questo locho de San Salvador, l’è vero che se converia tuor parte de un orto delli frati di San Francesco, con li quali più volte parlai et loro sono contentissimi di comodar e servir la Serenità Vostra. La spesa saria, come più volte mi ho informato, et ancho de ordine di Vostra Serenità, intorno cechini 150 per volto facendoli in volto, fabricando, come fa la Serenità Vostra la fortezza, per angaria.

  1. Segretario alle voci MC, reg. 3, c. 170: eletto rettore di Canea il 24 giugno 1556 Daniele Venier q. Marcantonio procuratore di San Marco (intravit: 21 agosto 1556; complevit: 20 aprile 1559). Daniele Venier (1522-1574) è l’unico figlio di Marcantonio q. Marcantonio dottor, cavalier e procuratore di san Marco (Barbaro VII, c. 241); ricopre a Creta tutta la gamma degli incarichi pubblici: rettore di Canea (1556-1559), capitano di Creta (1565-1567), provveditore generale in Regno e duca tra 1571-1573. Sembra morto a Heraklion e, a quanto afferma Gerola, è sepolto in San Salvatore (Gerola II, 121). Almeno sette stemmi del Venier compaiono lungo le mura di Heraklion tra 1565-67 (Gerola IV, 201-2, nn. 36-40, 44-8; 205 nn. 61-5; 207 nn. 80-5) e uno forse a Paleocastro (Gerola IV, 256 nn. 352-4).