Studi di storia

luglio 1525 / agosto 1525
IR data inferita

Relazione di Tommaso Mocenigo, ritornato dalla carica di capitano di Creta, presentata nel luglio 1525.1 Nell’arsenale esistono 5 volti, e si conservano otto galee. Descrive i lavori fatti per deviare lo scolo delle acque della città dal porto e per la sua manutenzione [Heraklion, porto]. Riporta informazioni sulle fortificazioni del porto e della città.

Relazioni, b. 61, to. 2, cc. 29v-32, Tommaso Mocenigo capitano di Creta, 1525 (Gerola IV, 125 e nota 3).

1525 adi luio in Venetia. Relatio viri nobilis Thomae Mocenici Capitanei Crete

[c. 29v] Parendome il porto di Candia esser importantissimo, cercassemo di redurlo a meglior condizion di quel l’era, el qual andava molto deteriorando et parendone necessario prohibir che non si atterrasse, et vedendo che le acque pioveno, che coreno per la strada maestra [Heraklion, ruga Maistra] che va al muolo uscevino fuori de la porta [porta del molo] et andavano nel porto, et menavano le immonditie de la terra et terren assai, trovassimo che antiquamente era ne le mure pocho distante da ditta porta uno sborador per dette aque chel mette in mar, il qual era stropado za molti et molti anni: el fessimo destropar et cavar uno pocho de alveo per dar descazuda alle aque che coresseno li, et cussi correno, senza venir più nel porto, cum opere de meza de meza giornata et spesa de 6 marcelli. Ma perché anchor che [c. 30] ditte immonditie andasseno nel mar, per esser propinque al locho dove sborano ditte acque a uno buso fatto nel muolo per il qual seriano intrate nel porto el qual antichamente soleva haver le sue porte per poter tenirlo aperto e serado, secondo li tempi, ma per spazio de molti anni erano marcide le porte, et resta aperto, li fessemo far le porte et serarle adeo che il porto, per questa via, più non si amunisse; et ne le altre etiam, ancor che non sono di molta importantia, non si ha manca de usar la possibel diligentia. Da poi si havemo messo a far cavar usando l’opera di messer Hector Orio [Ettore Orio] admiraglio [ammiraglio], il qual certamente è diligentissimo, si ha megliorà assai: in bocca era pie XI, al presente sono piedi XIIII de fondi adeo che puol intrar una nave di botte 700 et è intrada la nave Dolphina; è sta cava etiam assai dentro del porto, et è molto meiorado et vasse cavando per giornata.

De le cose de quel arsenal di Vostra Serenità ne sono volti cinque, galie otto munitionade (?) rasonevolmente, excepto albori, che quelli [che] furono mandati, ancor paresseno boni, sono caroladi; iudico non siano sta’ tagliati de bona lama. Li è necessario etiam legnami per li vasi, per tirar le galie in terra, come per lettere scrivessimo de Candia Vostra Sublimità ha inteso, et perhò iudico seria al proposito fusseno mandate le soprascritte cose. Circa il governo de le cosse del ditto arsenal, non se ha accommodà persona alcuna particular salvo per cosa necessaria cum haver la restitution et il pagamento de il mendo, a persone pubbliche veramente non si ha possu far di meno di accomodar sopracomiti, ma prima visto diligentemente de non li dar salvo quanto era necessario. Et non li è sta da gran fatto altro che remi, et iudico seria più a proposito de Vostra Gratia ne fusseno a Corphu [Corfù] perché lì la Sublimità Vostra li manda cum menor spesa et non accaderia venisseno in Candia a tuorne.

  1. Rulers of Venice ad vocem Tomà Mocenigo di Leonardo. Barbaro V, c. 187, figlio di Leonardo procuratore di San Marco. Cf. Gerola IV, 308, n. 10, iscrizione: «Tho(maso) Moc(enico) praefec(to) gener(ali) integer(rimo) 1524» allora nei pressi della casa del capitano a Heraklion. La sua relazione contiene originali proposte per le mura di Heraklion: propone di mettere «la terra in isola» cioè di costruire un fossato lungo le mura della città antica facendovi entrare l’acqua del mare. Lavorano con lui alle fabbriche «maestro Bernardo Bombardier francese era a Rhodi» che è l’autore di un modello del castello del Molo inviato a Venezia e che «ha fatto uno ingegno sul muolo che cum quattro homeni se lieva piere de miara 3 in 4 et se conducono dove si vuol cum gran facilità et sparagno» e Giovanni da Como.