10 febbraio 1560
IR
Girolamo Tagliapietra1 duca di Candia informa che il 17 gennaio un terremoto ha causato morti e gravi danni alle fabbriche della città. Per le riparazioni si autorizza l’uso di calcina della Signoria, impiegata anche per restaurare magazzini [Heraklion, magazzini]e volti dell’arsenale, anch’essi danneggiati dal terremoto.
PTM, b. 500, f. 728, Candia, 10 febbraio 1559 m.v. (1560), Giacomo Tagliapietra duca di Candia.
Alli 17 del passato, la notte de santo Antonio, avanti le hore sei si fece un terremoto delli grandi che sia stato per arecordo de questi de qui, il qual ha durato manco d’un quarto d’ora, acompagnato con pioza et vento grande fortunevole. Il qual ha ruinato de molte case nelle qual si ha soffocato da seconda (?) persone quatordeci et dello restante delle case de questa città tutte hanno patito qualche parti de ruina et non è alcuna che non si habbia resentita insieme con le habitation de nui rezimento; et nel territorio si ha trovato alcune ville che non li è restato casa in piedi, et così è stato a Retimo [Rethymno] et alla Canea ma non tanto quanto in questa città, et quando esso terrremoto havesse fatto un’altra scorlata, per giudizio dì ognuno, tutta la città si haria ruinata [...] Ognuno atende a reparar le sue case et fortificarle al meglio poleno, et per non si atrovar calcine habbiamo convenuto, per questo suo tanto bisogno, di acomodar de questi nobili ai citadini de qualche parte delle calcine di Vostra Serenità con promessa loro di restituirla fino mesi dui, che del tutto se ne tien conto e si atenderà alla restitutione; et ancora nui faremo lo medemo alle nostre habitationi et ad altri (?) magazeni dell’arssenal (sic) et de biscoti et alli volti dell’arsenal che tutti si hanno resentito, che certo il spavento et timore è stato grandissimo.
- Segretario alle voci MC, reg. 3, c. 167: eletto duca di Candia il 27 marzo 1558 Girolamo Tagliapietra q. Alvise (intravit: 6 settembre 1558; complevit: 5 settembre 1560). ↩