Studi di storia

16 maggio 1583
E data inferita

Giovanni Mocenigo, capitano di Creta, propone l’ampliamento degli arsenali di Candia e Canea, inoltre, per sostenere le loro attività e insieme lo sviluppo delle arti legate alla navigazione, suggerisce di avviare negli arsenali delle due città la costruzione ex novo di due galee.

Grimani ai Servi, b. 3, vol. 1, cc. 2-37, copia della relazione di Giovanni Mocenigo capitano di Creta, s.d.; cf. Relazioni, b. 81, cc. 1-23, letta in Senato il 16 maggio 1583.

[c. 24 v.] Et per darli conto delli arsenali che sono in quel Regno, le dico che nel porto della città di Candia sono volti fabricati n. 13 et luogo di poterne far, nell’istesso porto et appresso li primi, altri otto, con quella spesa et particolari che ho notificato a Vostra Serenità per lettere mie de 22 et 25 luglio 1581; capo [sic. per corpi] de galere n. 13, dieci delle quali sono buone et le tre vecchie, ma non però tanto che non fossero atte a far un viaggio de 4 o 6 mesi, perché, se del tutto fosseto state inutili o inavigabili, io non l’havrei adoperate et fatte acconciar et armar l’anno passato, à fine che, concambiandosi con altri nuovi, nel modo che scrissi alla Serenità Vostra, si venisse a rinnovar senza danno pubblico la provisione de buoni corpi di galere in quel Regno [...].

Et nella città della Canea sono volti fabricati n. 8 et disegnati di fabricare altri sette oltre che vi è luogo per altri 9 ma ben con rovinare case de particolari che non sono però [c. 25] de molta importanza. Vi sono corpi di galea n. 14, nè però di questi vi sono li suoi giusti fornimenti, in quell’arsenale mancando molte cose, sicome Vostra Serenità, volendo, sarà particolarmente informata; che in tutto al presente si attrovano in quello Regno corpi di galera n. 23, tre de quali, che sono alla Canea, sono fuori del arsenale [e], per non esser finiti li volti, stanno ritirate in terra al scoperto, che non se facendo provisione di proveder et de finir del tutto li sudetti volti, in poco tempo anderanno di male, et se si volessero coprir di legname ne andaria molta spesa, nè, con tutto questo, si conserveriano. Altri tre che sono nel arsenale, che non sono coperti li volti, stanno ancor essi discoperti, li quali volti, però, giudico che presto saranno forniti del tutto per la diligenza che usa quel clarissimo rettor Cicogna [Giovan Domenico Cicogna, rettore di Canea]; et serà bene che Vostra Serenità non resti di mandarli conveniente aiuto de dinari acciocché tal opera, così necessaria, possa quanto prima effettuarsi per buon servitio suo et perché, a giudizio mio, saria molto a proposito delle cose sue, si come gli è stato tante volte discorso da persone diligente, che in esso Regno s’attrovassero almeno 40 e più corpi di galere per poter in occasione di guerre armarle con speranza di dover ricever. bonissimo servitio si come la Serenità Vostra può benissimo giudicare, et sicome io li dirò più abasso. Però, sarà bene che si degni risolversi de redur i suoi duoi arsenali almeno in volti 40 con mandar, quando saranno compiti, il resto delli corpi delle galere con li suoi fornimenti, et anco quelle che al presente si atrovano, come acrescer al deposito de danari che siano bastanti all’armar di 40 galere non vi essendo al presente se non intorno a 20 [...]. Nè in questo proposito voglio lasciar di dire che io non sento che nella città di Rethimo [Rethymno] se introduca altro arsenale per queste cause et rispetti che gli ho significato con lettere mie dei 16 giugno passato 1582.

E’ cosa molto necessaria che si habbi qualche considerazione nel conservar in detto Regno le maestranze de marangoni et de calafati le quali al presente sono de tal sorte deteriorate et demenuite che per non esser più di 20 per sorte nella città di Candia con 4 o 5 remeri dove che prima già 10 et 15 anni vi erano appresso 60. Poco servitio [c. 25v] con prestezza potranno fare nel modo che altre volte se poteva sperare il che ha causato dall’esser quell’isola in stato tale ridotta che da <pochissimi> alcuni anni in qua si fabricano pochissimi vasselli per le gran spese et carestie che vi sono et per non esser più quei gran trafichi che altre volte erano, li quali davano animo a ciascuno di fabricare et anco per esser restati li servitii de suoi arsenali di modo che la maestranza predetta, non trovando da lavorar et passar la vita sua, è redotta in estrema povertà et miseria et parte si è posta a procaciarsi il viver fuori del Regno, et anche in paesi infideli; et quello che più importa, vedendo i padri il pocco utile che scotono, metono i figliuoli suoi a qualche altro mestero si che necessariamente, in progresso de tempo, a giudizio mio, quel Regno è quasi per restar affatto privo di queste arti le quali, stimando io di molta importanza, giudico che saria bene che la Serenità Vostra per suo servitio li introducesse qualche trattenimento et, per dirli l’opinione mia, lauderei che nel arsenale suo di Candia et Canea s’incominciasse a fabricare una galera per loco, nella qual s’andasse lavorando ordinatamente et comodamente, et nel tempo solito che esse maestranze non havessero a far fatture da particolari, mandando però di qua qualche agiuto di legnami per far i morti, non essendo bisogno di altra sorte in quel Regno, con il qual mezzo s’intartenereriano dette maestranze et si daria animo ad altri giovani di mettersi a imparar tal arte et aumentarse; et quando a Vostra Serenità non paresse per altri rispetti (che me riporto) de far fabricar dette galere, io giudico oltre modo necessario che, poiché fa pensiero di tenir tanto numero di galere in quei arsenali, dove con tanta sua spesa fa fabricar novi volti, et che perciò havarà molto bisogno di esse, che la si risolva di statuir che in detti arsenali per li giorni che esse maestranze non trovano da lavorar a particolari, fussero aperti di poter lavorar tutto l’anno intorno alli concieri che necessariamente occorreranno intorno quelle galere cioè in Candia marangoni al meno n. 10 et calafati 6 al giorno et il medesimo alla Canea; e quelli che giornalmente s’andassero mutando per quello con pagamento de 20 soldi veneti al giorno et con obligo d’haver ogn’uno di essi il suo fante col qual tratenimento che non saria poi per più de quattro mesi continui poiché dividendosi in tre parti l’anno, di una si ha da credere che troveranno da lavorar a particolari. [c. 26r] L’altra resta per le feste et la terza saria quella dell’arsenale. Questa gente haveria sempre da fare, et il pubblico anco riceverebbe maggior beneficio essendo che la spesa di questo intratenimento compresi li fondi (parlando hora della città di Candia) importeranno all’anno ducati 500 in circa.