Studi di storia

30 aprile 1583
CH

Dispaccio in cifra con trascrizione in chiaro di Alvise Grimani, provveditore generale in Regno, in cui si prospetta il completamento dei quindici volti dell’arsenale di Canea per il mese di agosto, e si segnala la possibilità di ulteriori ampliamenti nello stesso sito, ritenuto più idoneo rispetto a Rethymno, evidenziando la necessità di demolizioni, risorse finanziarie e maestranze.

PTM, b. 510, f. 748, Canea 30 aprile 1583, Alvise Grimani provveditore generale in Regno.

All’incontro dei rimedi principali a provedere nelli bisogni della diffesa di questo <di farsene se a come> Regno, di far, se ne sarà concesso dal tempo, la presta et celere provitione de volti et de galee de quali, in questa città, con la diligentia del Clarissimo Lando [Pietro Lando, rettore di Canea] et presente rettor [Giovan Domenico Cicogna], io spero certo che per il mese di agosto seranno compiti tutti coperti 15 volti (in Candia, per quello che intendo, non vi essendo <altra> ancora stato <13> XIII) io ho obligo, per la commissione di Vostra Serenità, di farne principiar tre a Rethimo: ma per la informatione che <ho nel luogo> ho, né il luogo è sicuro, né il porto è capace [Rethymno, porto]. Quanto prima potrò andar, trovando (?) che si dice di questa imposibilità et mala sicurtà, era debito mio prima presentarli, se veramente vi saranno le dificultà avanti che li principia. Ma perché da qui alla Canea, dove io sono, posso affermar a Vostra Serenità che vi è luogo et porto capacissimo di poter sicuramente far non solo X volti, ma anco XV, tutti congionti et uniti con l’arsenali che si lavora et sopra il porto, ma vi è impedimento certe casete di non molta importantia, tra quali ho sentito nominar una de Monoiani che queste bisognariano levar. Et però ho voluto rappresentar a Vostra Serenità, essendo presto il fine de la fabrica de li già terminati volti, il dubio che si ha di Retimo [Rethymno], la facilità ch’è in questo loco et tanto numero, [così che] la venga arresolversi, che, se io haverò questa commisione, con l’aiuto (?) di questo Clarissimo et prudente rettor et con il valor del collonello Raspon [Raffaello Raspone], bon servitor di Vostra Serenità, suministrandosi danari in <far> poco più d’un anno ella vederà et intendederà quello che ne reuscirà dalla fattica che di questi signori et del suo servitor, insieme arricordando appresso che, secondo dissegno, come credo di mandar arsili forniti per metter sotto li volti, la si ricordi [di] mandar qualche marangon et calafato.