26 novembre 1586
CH
data inferita
Brani della relazione di Giovan Domenico Cicogna, rettore di Canea, sullo stato delle fortificazioni della città [Chanià, mura]: riferisce dell’escavazione del porto [Chanià, porto] della città, finanziata con 1000 ducati per ordine del provveditore generale in Regno Alvise Grimani, e delle difficoltà nei lavori alle fortificazioni.1
Relazioni, b. 83, n. 274, [cc. 1-2], Gian Domenico Cicogna rettore di Canea, 26 novembre 1586.
[c. 1v] È stata cavata la fossa della città, principiando dalla porta Rettimiota [Chanià, porta Rettimiota] sino passato il cavallier Lando [Chanià, mura, cavalier Lando] di buon pezo al tempo del mio reggimento, et furono mesurati passi cubi numero tre mille tresento e ottantaquatro per il capitanio Anzolo de Lago [Angelo del Lago, ingegnere e proto dei mureri (muratori)], inzegniero et proto di mureri; n’appar fede di mano di messer Thomaso Bragadin [Tommaso Bragadin, scrivano], scrivano delle fabbriche, con gli ducati domille [che] mi furono consignati al mio partir da Venetia et con altri ducati domille, mandati dopoi et fatti consignar in quella Camera dall’Eccellentissimo proveditor general Grimani [...] Si sono fatti sei arsenali e tre quarti di un altro, et una spala in tempo mio, et costano alla Serenità Vostra circa ducati mille e settecento l’uno, come gliene diedi informatione co’ mie lettere di 8 zugno 1582, et per gli miei conti si vede, lastricati tutti gli volti, cioè sei et tre quarti fatti al mio tempo, et tre e un quarto sotto il reggimento del Clarissimo signor Pietro Lando, mio precessor, opera veramente honoratissima et eterna, si può dire, per quanto comportano le cose humane [c. 2r] che sarà di molto utile per la conservatione delle sue galee et armizi, ma convenirà che la Serenità Vostra faccia provisione talle che siano meglio conservate le robbe et armizi di essi arsenali di quello è stato per il passato. Se bene vi sono ordeni strettissimi et prudentissimi dell’Eccellentissimo provveditor general Foscarini [Giacomo Foscarini, provveditore generale in Regno], è stata maggior la malitia delli huomeni che gli buoni ordeni, ciò dico perché havend’io ordinato che fussero levati gli conti di quelli arsenali per portargli alli Clarissimi signori Proveditori et patroni [patroni e provveditori all’Arsenale di Venezia], et per vedere com’erano passate le cose, ho ritrovato mancar robbe diverse et delle migliori et più importanti per l’armar quelle sue galie per la suma, come per gli periti sono state stimate, de ducati venetiani do mille quatrocento e doi nel tempi delli Magnifico messer Filippo et Bernardin Polani [Filippo Polani] [Bernardo Polani], ultimi patroni al arsenal, gli quali s’hanno consignato le robbe per scrittura, non essendo in esser ma dispensate a modo et comodo loro. Ho tenuto via c’ho havuto la sudeta scrittura et posta in processo et fatta registrar in quella cancelleria nel libro de’ sucessori, il qual processo ho formato con ogni maggior diligentia et condenato a pagar esse robbe con il quarto più per pena, giusta gli ordeni Foscarini, et si sono ricuperati dal Magnifico messer Filippo Polani ducati dusento e sessantauno, soldi 4, lire 18 che tanto andava debbitor, et del Magnifico messer Bernardin Polani intromesso gli beni, ma sono state notate tante contraditioni, et de chi ha raggion sopra essi beni, et da chi non l’ha, dove ch’ho fatto una terminatione di riserva delle raggioni di ciascuno sopra il dinaro, et ho venduto una possesione all’incanto per ducati mille settecento e doi da lire 6, soldi 4 per ducato, et il dinaro posto in Camera et bandito in perpetuo de tutto il Regno, eceto Sithia [Sitia], esso Polani Venetia et etiam, con pena di star in vita in prigione con taglia, essendo preso fra gli confini alli captori (?) delli suoi beni de perperi mille, et che non possi assolversi per modo alcuno né essere depenato di raspa se non haverà pagato quanto che va debitor. Sarà bene che il Clarissimo rettor tenisse una terza chiave delli armizi et robbe delli arsenali, perchè non fusse così facile alli patroni di essi dispensar le robbe publiche, com’è stato per il passato, havendo hora una chiave esso patron [patron dell’arsenale di Canea] et l’altra l’ammiraglio [ammiraglio dell’arsenale di Canea]. S’è speso gli ducati mille mi furono consignati al mio partir per quel reggimento per l’escavation del porto, si com’ha ordinato l’Eccellentissimo provveditor general Grimani.
- La relazione contiene anche un computo dei lavori da fare alle mura di Chanià eseguito da Angelo de Lago, ingegnere e proto dei mureri (Nota di quanto mancha a compir interamente la fortezza della Canea, 23 novembre 1585). ↩