24 dicembre 1581
CH
Giovanni Maria Martinengo, governatore della milizia, riferisce sullo stato della fortezza e dell’arsenale di Canea, segnalando i lavori promossi dal rettore di Canea Pietro Lando, tra cui la copertura dei volti in pietra, con l’obiettivo di completarli fino al numero di quindici. Dispaccio parzialmente in cifra con trascrizione in chiaro.
PTM, b. 509, f. 746, Candia, 24 dicembre 1581, Giovanni Maria Martinengo capitano.
Revidi quella fortificatione, sì per debito mio come anco per ordine di esso Illustrissimo capitano [capitano di Creta, Giovanni Mocenigo], la quale ho ritrovata in miglior termine di quello che era prima; poi, l’assidua presenza et molta diligenza del Clarissimo signor Piero Lando, rettor, ha causato che in quelle fossa sia stata fatta escavatione importante di terreni con quali, a sui lochi terminati gia dall’Eccellentissimo signor Sforza [Sforza Pallavicino], ha piantato tre cavalleri: uno al baloardo Schiavo [Chanià, mura, bastione Schiavo] [Chanià, mura, Cavalier Lando] et gl’altri dui alla piattaforma [Chanià, mura, piattaforma], quale sono hora alti sino al piano delli terrapieni; oltre che ha fatto diverse altre fabriche publiche neccessarie a quella fortezza, come magazeni per le monitioni coperti per l’artiglieria [Chanià, magazzini], torrette per deposito di polvere [Chanià, depositi per la polvere], et gli arsenali, à quali hora attende con accurata solecitudine, facendogli coprire con volti di pietra per manco spesa et maggior sicurtà, gli quali, se non gli mancherà il danaro, ha speranza fornirli in questo restante tempo del suo reggimento, et saranno al numero di quindeci in tutto, compresi li vecchi che ne sono in essere.