Axon
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chevron_rightScienze dell’antichità

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it

e-ISSN
chevron_right2532-6848

Fascicolo
Vol. 2 | Num. 1 | Giugno 2018

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Metadati

Axon | 2 | 1 | 2018

Epigramma della ‘Stele di Xanthos’

Margherita Facella
Università di Pisa, Italia
margherita.facella@unipi.it

DOI 10.30687/Axon/2532-6848/2018/01/007

Submitted 10 Gen 2018
Accepted 01 Apr 2018

Abstract

Tra i monumenti della cosiddetta acropoli di Xanthos spicca la parte inferiore di un grande pilastro che originariamente sorreggeva una camera funeraria, su cui era collocata la statua del defunto. Sui lati del pilastro sono incise due iscrizioni in licio A e in licio B, entrambe in stato lacunoso, e un epigramma in greco di 12 linee (corrispondenti ad altrettanti versi – 2 esametri, 2 pentametri, 2 distici elegiaci e 4 esametri). In esso si decantano le gesta del figlio di Arpago, straordinario combattente negli agoni sportivi e militari, rispettoso delle divinità e particolarmente devoto a Zeus. Il nome di questo dinasta, che si è preservato solo in parte, è solitamente ricostruito come Gergis e identificato con il Kheriga menzionato nelle iscrizioni licie. Il confronto con gli altri testi della stele, dove sono nominati personaggi come Dario II, Artaserse II, Tissaferne, Amorge e altri, permette di datare l’iscrizione alla fine del V secolo. L’epigramma è un’importante testimonianza dell’uso della lingua greca in Licia prima dell’epoca ellenistica. La scelta di esprimersi in lingua greca da parte di questa dinastia, che attraverso Arpago risaliva al potente Kuprlli, dimostra l’intenzione di affermare il proprio prestigio e la propria forza politica anche di fronte ad un pubblico greco o ellenizzato.

Keywords
Xanthos. Licia. Epigramma. Arpago. Gergis. Kheriga.

Creative Commons License This work is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License 

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Campo DC Valore

dc.contributor.author

Facella Margherita

dc.title

Epigramma della ‘Stele di Xanthos’

dc.type

Journal Article

dc.language.iso

it

dc.identifier.uri

http://doi.org/10.14277/2532-6848/2018/001/01

dc.description.abstract

Tra i monumenti della cosiddetta acropoli di Xanthos spicca la parte inferiore di un grande pilastro che originariamente sorreggeva una camera funeraria, su cui era collocata la statua del defunto. Sui lati del pilastro sono incise due iscrizioni in licio A e in licio B, entrambe in stato lacunoso, e un epigramma in greco di 12 linee (corrispondenti ad altrettanti versi – 2 esametri, 2 pentametri, 2 distici elegiaci e 4 esametri). In esso si decantano le gesta del figlio di Arpago, straordinario combattente negli agoni sportivi e militari, rispettoso delle divinità e particolarmente devoto a Zeus. Il nome di questo dinasta, che si è preservato solo in parte, è solitamente ricostruito come Gergis e identificato con il Kheriga menzionato nelle iscrizioni licie. Il confronto con gli altri testi della stele, dove sono nominati personaggi come Dario II, Artaserse II, Tissaferne, Amorge e altri, permette di datare l’iscrizione alla fine del V secolo. L’epigramma è un’importante testimonianza dell’uso della lingua greca in Licia prima dell’epoca ellenistica. La scelta di esprimersi in lingua greca da parte di questa dinastia, che attraverso Arpago risaliva al potente Kuprlli, dimostra l’intenzione di affermare il proprio prestigio e la propria forza politica anche di fronte ad un pubblico greco o ellenizzato.

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Axon

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Vol. 2 | Num. 1 | Giugno 2018

dc.publisher

Edizioni Ca’ Foscari - Digital Publishing

dc.date.issued

2018-06-29

dc.dateAccepted

2018-01-10

dc.dateSubmitted

2018-04-01

dc.identifier.issn

dc.identifier.eissn

2532-6848

dc.rights

Creative Commons 4.0 Attribution alone

dc.rights.uri

http://creativecommons.org/licenses/by/4.0/

dc.subject

Xanthos

dc.subject

Licia

dc.subject

Epigramma

dc.subject

Arpago

dc.subject

Gergis

dc.subject

Kheriga

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